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Il recupero del cibo genera ricchezza nell’industria degli eventi
notizia pubblicata 07 Ottobre 2015 alle ore 11:50 nella categoria Congressuale

Il recupero del cibo non consumato durante gli eventi può generare importanti benefici economici perché dà una “reason why” in più agli stranieri interessati all’Italia come sede dei loro eventi. È questo il fulcro della conferenza che si è tenuta a Expo “Spreco alimentare: dalle parole ai fatti”, organizzata dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus, durante la quale è stato presentato il II rapporto “Surplus food management against food waste: il recupero delle eccedenze alimentari, dalle parole ai fatti”, frutto di una ricerca che a partire dal 2011 ha coinvolto il Politecnico di Milano sul tema delle eccedenze alimentari.

“Ci siamo fatti promotori del progetto Food for Good – spiega Mario Buscema, presidente di Federcongressi&eventi – per incentivare e tradurre in pratica la cultura del cibo e del non spreco L’operazione è partita da poco, stiamo riscuotendo interesse in molti mondi confinanti (quali quello delle associazioni medico-scientifiche e dei grandi eventi mediatici) e dai dati raccolti durante una serie di test abbiamo stimato che se tutti recuperassero il cibo oggi sprecato agli eventi si arriverebbe a recuperare e ridistribuire circa 8 milioni di piatti all’anno, tra primi, secondi, contorni e panini. L’Italia è forse il primo paese al mondo per capacità di recupero del cibo non consumato. Segnalo che questa capacità sta guadagnandosi l’attenzione anche del mercato mondiale degli eventi, e ciò è importante in un’ottica business, perché potenzialmente genera ricchezza: il fatto di poter evidenziare ai nostri interlocutori internazionali una normativa che agevola il recupero del cibo ci rende sicuramente più attraenti presso i prospect in tutto il mondo”.

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