mercoledì, 12 dicembre 2018

Tassa di soggiorno Roma, adesso si dovrà versare anche per gli ‘affitti brevi’

Adesso la tassa di soggiorno dovrà essere versata anche da coloro che sceglieranno gli ‘affitti brevi’ per pernottare nella Capitale. Si andrà da 3,50 euro a persona al giorno per un massimo di 10 giorni consecutivi così come accade per b&b, affittacamere e case vacanza.

Inoltre, sono state introdotte maggiori responsabilità come intermediari nella riscossione per tutti gli operatori del settore turistico.

Sono le novità introdotte dalla delibera approvata dalla Giunta capitolina che modifica il Regolamento per la tassa di soggiorno di Roma Capitale.

Per la prima volta, dunque, gli immobili destinati alle locazioni brevi e gli alloggi per uso turistico saranno soggette al versamento. Il cambiamento riguarda anche i privati che affittano appartamenti o parti di essi e tutte le modalità di affitto di tipo non imprenditoriale inferiori ai 30 giorni.
Se la prenotazione avviene online, tramite piattaforme come Airbnb o Homeaway, saranno le stesse piattaforme a raccogliere l’importo della tassa di soggiorno e a versarlo nelle casse del Comune.

“Con il nuovo Regolamento del contributo soggiorno introduciamo norme speciali di controllo anti-evasione e si prevede la costituzione di una commissione in cui sono coinvolte le associazioni di categoria degli operatori, anche per indirizzare e suggerire investimenti nel settore del turismo – dice Gianni Lemmetti, assessore al Bilancio – La delibera che introduce la gestione diretta del contributo, da parte di Roma Capitale, va invece nella direzione di una progressiva internalizzazione delle entrate tributarie, per garantire una riscossione più equa ed efficace”.

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