domenica, 23 luglio 2017

Addio alla Concordia, quasi terminato lo smantellamento

Tra pochi giorni della Costa Concordia resterà solo il ricordo. Stanno per concludersi, infatti, le operazioni di smontaggio. Dopo il naufragio, la nave è stata raddrizzata con un esempio altissimo di ingegneria e trascinata lì dove era nata il 2 settembre 2005 per andare a morire, in porto a Genova. La nave venne dichiarata ‘constructive total loss’, una ‘perdita totale’ e le venne cancellata l’identità: non più ‘Costa’ Concordia e nemmeno ‘nave’ ma relitto, ceduto dall’assicurazione della compagnia di navigazione al consorzio Ship Recycling costituito da Saipem (51%) e San Giorgio del Porto (49%) per la gestione dello smantellamento e del riciclo con una commessa di circa 100 milioni di euro.    

Il relitto nascosto dai teloni ha deformato per mesi lo skyline del porto di Genova mentre la nave lentamente perdeva i suoi pezzi: 300 operatori, oltre 50 mila tonnellate di materiali rimossi di cui l’80% inviato a recupero, migliaia e migliaia di tonnellate di acciaio rivendute. Dopo un anno, l’11 maggio 2015 quel che era rimasto di Concordia ha ripreso il mare aperto, trascinata dai rimorchiatori verso l’ex Superbacino del porto di Genova.

Concordia resta e resterà un ricordo terribile, impossibile da dimenticare. C’è chi vuole che questo ricordo diventi concreto come il Mu.Ma Museo del Mare che vuol creare un luogo che ospiti qualcosa della nave e la storia di quanto è successo e chi invece come Costa Crociere che vorrebbe cancellare per sempre assieme ai pezzi della nave anche la sua storia.

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