venerdì, 17 agosto 2018

Italia meta più amata dal mondo lgbt ma ancora poco gay friendly

L’Italia è al primo posto tra le destinazioni desiderate dalla comunità Lgbt, ma riesce ad intercettare solo 2,7 miliardi di dollari sui 221 del fatturato mondiale per questo settore. Il Paese si trova inoltre al quinto posto nella classifica dei posti gay friendly, scontando ancora la percezione data all’estero di Paese conservatore, come è emerso alla Bit durante il convegno “Turismo LGBT, un’opportunità per l’Italia di ampliare e destagionalizzare i flussi turistici”.

Una immagine, quella dell’Italia, che potrebbe cambiare alla luce della recente vittoria di Milano nella corsa per ospitare nel 2020 la 37/a Convention Iglta (International Gay e Lesbian Travel Association), come ha annunciato il sindaco di Milano, Beppe Sala, proprio il giorno dell’inaugurazione di Bit 2018.

“Abbiamo avuto però difficoltà a trovare l’albergo per ospitare la convention – ha raccontato Alessio Virgili, ambasciatore per l’Italia Iglta -. Stavano quasi per scadere i termini, appena sentivano di che si trattava ci dicevano che erano già tutti pieni, poi abbiamo avuto la fortuna di trovare l’Ata Hotel Expo Fiera, ma anche il Comune ci ha dato un grande supporto, prima di Milano negli anni scorsi aveva tentato di coinvolgere città come Roma e Palermo”.

Secondo i dati presentati alla Bit, il viaggiatore Lgbt italiano ha un reddito medio di 1.500 euro netti mensili, mentre il 53% dei viaggiatori Lgbt stranieri ha un reddito mensile di 3.050 euro. Circa il 39% (83% tra quelli stranieri) ha un livello d’istruzione elevato (laurea o laurea specialistica) contro il 13% di laureati tra la popolazione italiana. La spesa media dell’ultima vacanza è stata di 2.060 euro per gli stranieri ed 800 euro per gli italiani.

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