mercoledì, 12 dicembre 2018

Manovra, rispunta ancora la norma anti-Flixbus

Nuovi emendamenti anti-FlixBus sono stati presentati alla legge di Bilancio contestualmente al passaggio alla Camera su iniziativa di parlamentari di diversi schieramenti tra i quali alcuni parlamentari pugliesi. Per Flixbus si tratta di “un’azione irresponsabile per attaccare il ministero dei Trasporti e l’idea che si possa lavorare in modo trasparente per riscrivere la normativa alla luce dell’innovazione tecnologica. Si rischia il licenziamento di mille persone”.

L’emendamento, scrive infatti  Flixbus, arriva “pochi giorni dopo la convocazione da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di un tavolo di lavoro per il riordino della disciplina delle autolinee interregionali, la cui prima seduta si è tenuta lo scorso 7 dicembre: un percorso condiviso tra istituzioni, aziende e associazioni di categoria per riscrivere le regole del settore in modo organico”. Secondo la società inoltre “oltre che anticoncorrenziale, la nuova iniziativa anti-FlixBus è anti-storica: la Commissione Europea, infatti, ha recentemente proposto un nuovo regolamento comunitario che cambierà le regole per tutti i Paesi Ue, condizionando quindi anche il sistema italiano, la cui regolamentazione già oggi prevede una normativa in assoluto tra le più vincolanti in Europa”.

Per l’Osservatorio nazionale sulle liberalizzazioni nei trasporti (Onlit), l’emendamento ‘anti Flixbus’ è “un nuovo tentativo di togliere una alternativa ai passeggeri italiani rispetto ai disastrati treni interregionali o a quelli costosi dell’Alta Velocità”. “La delega al Governo per il riordino della materia che recepisca la normativa europea, dove l’apertura al mercato è garantita e regolata da norme pro-competizione – spiega il presidente dell’Osservatorio Dario Balotta – va scritta in fretta nel tavolo ministeriale previsto dalla legge 123/2017 e se cede a questo ricatto il Governo fa un nuovo passo indietro”.

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