sabato, 24 giugno 2017

Turismo esperienziale e culturale vale 610 mln da pasqua al 1 maggio 

Un tesoro di 610 milioni di euro in 10 giorni, in crescita del 3,5% rispetto allo scorso anno e destinato a crescere ancora se sfruttato nel modo giusto. E’ il valore che avrà – durante il super ponte di primavera tra sabato 22 aprile e lunedì 1 maggio – il fatturato del turismo legato all’immenso patrimonio artistico e culturale d’Italia ma anche quello, altrettanto variegato e ricco, del turismo “esperienziale”.

A certificarlo è un’indagine Cna secondo cui il turismo culturale, al cui interno è in vistosa crescita il settore esperienziale, ha un’incidenza di un terzo sul totale del Pil turistico. E per questo settore i vacanzieri spenderanno in media 80 euro al giorno, con il traino dei turisti stranieri che ne investiranno addirittura 90.

Sempre più rilevanti diventano, dunque, nell’individuazione delle mete, non solo il territorio e le sue bellezze naturali e paesaggistiche (l’elemento più importante per la scelta della località per il 40% dei turisti), ma anche l’organizzazione dei servizi e l’accessibilità (35%).

Un posto di rilievo nel turismo delle esperienze, in cui la vacanza ruota attorno ai sogni e ai bisogni del turista che non è più solo un consumatore ma un curioso esploratore, è occupato dalla gola: oltre il 60% si lascia sedurre dai prodotti agroalimentari di eccellenza. A trainare la graduatoria del gusto i laboratori artigiani e le botteghe di salumi e formaggi (25%) e vini e liquori (25%). Al 20% si piazzano i prodotti da forno e pasticceria. Al 15% le paste e poi il miele, le conserve, le salse e le marmellate.

Molto consistente, e quasi tocca la metà delle opzioni attestandosi intorno al 40%, è anche la scelta del grande artigianato. Il settore più gettonato è quello dei manufatti in metallo, vetro e ceramica (35%), tallonati dall’abbigliamento e ricami (30%); a seguire prodotti in cuoio e pelle (15%), oggetti e arredi in legno (10%) e gli altri prodotti artigianali (10%).

Infine secondo la Cna il 45% dei turisti si costruisce la vacanza in autonomia, svincolata dalle offerte, spesso organizzandola a ridosso della partenza, compatibilmente con le proprie disponibilità. Il 40% sceglie percorsi e pernottamenti esclusivamente sul web, mentre il rimanente 15% compra i pacchetti, offerte uniche costruite da professionisti comprensive di pernottamenti ed esperienze.

Il 35% punta su località in aree costiere e più o meno la stessa quota sceglie zone di montagna, colline, laghi e fiumi. Il residuo 30% preferisce centri d’arte e cultura. Disaggregando le preferenze per macro aree geografiche, nelle regioni del Nord Ovest si dirige il 25% dei turisti (+5% rispetto al 2016), il 20% preferisce Nord Est (+4%), Centro (+3%) e Mezzogiorno (+3%) e il rimanente 15% opta per Sardegna e Sicilia (+2%).

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