sabato, 22 settembre 2018

L’appello delle isole minori a Musumeci: una task force per rilanciare il turismo

Parte dalle piccole isole della Sicilia l’appello al presidente Nello Musumeci per una strategia di ampio respiro per lo sviluppo del turismo in Sicilia. Gli operatori turistici delle piccole isole siciliane – ATA Isole Egadi (presidente Nino Mazzara), Federalberghi Isole Eolie (presidente Christian Del Bono), Federalberghi Isole Pelagie (presidente Giandamiano Lombardo), Pantelleria Islands (direttore Fabio Casano) e Visit Ustica (presidente Elisabetta Iorio) – aderenti a Federalberghi Isole Minori della Sicilia, hanno deciso di manifestare pubblicamente il disagio che deriva dalla sensazione che a livello regionale in tema di turismo si continui a navigare a vista.

“Non riusciamo ad utilizzare adeguatamente la potente leva del brand Sicilia – si legge nella nota – perché la Regione continua ad essere priva di una strategia di destination marketing. Il piano di propaganda regionale, puntualmente pubblicato in ritardo, è uno strumento ormai statico, obsoleto e privo di risorse adeguate ed azioni efficaci. Andrebbe rimpiazzato da un piano di marketing di ampio respiro con una gittata a medio lungo termine che preveda un lavoro intenso e graduale di posizionamento del prodotto Sicilia su mercato nazionale ed internazionale. A questo, dovrebbero quindi essere ispirate le strategie di livello locale. Invece il tema dei distretti non viene affrontato e le DMO (territoriali o tematiche che siano) seguono lo stesso destino, così come il testo unico sul turismo, i Servizi Turistici Regionali e così via”.

“Apprezziamo – dichiara Christian Del Bono, presidente di Federalberghi Isole Minori della Sicilia – il lavoro di pubbliche relazioni intessuto in questi mesi dall’assessore Pappalardo. Ci permettiamo però, sommessamente ma con convinzione, di fare presente che questa rischia di risultare un’azione sterile e fine a se stessa se non sostanziata da una strategia di marketing ben precisa. Considerato, inoltre, che una strategia presuppone l’attivo coinvolgimento degli attori locali – non essendo stati adeguatamente (secondo una metodologia ben precisa) coinvolti – dobbiamo dedurre che questa strategia di fatto non esista.

A nostro avviso, l’assessorato al Turismo dovrebbe lavorare a stretto contatto con quello ai Beni Culturali, al Territorio e Ambiente, alle Attività Produttive, all’Agricoltura, alle Infrastrutture e Trasporti e alla Programmazione. Invece la correlazione tra i documenti programmatici dei diversi dipartimenti è di fatto tale solo sulla carta. Una strategia di ampio respiro consentirebbe o imporrebbe a questi assessorati di inserire nelle loro programmazioni interventi specifici e coerenti in favore dello sviluppo turistico. Creerebbe una cornice stabile in grado di attrarre investimenti sia a livello locale che nazionale ed estero. Permetterebbe di utilizzare in modo più efficacie i fondi europei. Di affrontare in modo pressante temi come il costo dei biglietti aerei per la Sicilia, dei collegamenti e delle infrastrutture. Darebbe la possibilità di razionalizzare le risorse e gli sforzi che ciascuno di noi, ogni giorno, nel proprio piccolo, compie in favore del turismo siciliano sul proprio territorio.

Gli esperti (e i politici), sostengono che il turismo, nella nostra regione, crei più posti di lavoro di qualsiasi altro settore. Che, se adeguatamente gestito, possa contribuire in modo determinante alla valorizzazione e alla tutela dei beni culturali ed ambientali. Che la Sicilia disponga di tutte le caratteristiche necessarie per poter vivere di turismo 365 giorni all’anno.

Se queste cose, che da anni continuiamo a ripeterci, sono vere, allora rivolgiamo il nostro appello al Presidente Musumeci, affinché in accordo con l’assessore Pappalardo, attivi tutta la sua autorevolezza e sensibilità verso questo settore. Si crei una task force di esperti che possa lavorare alla definizione di un piano di sviluppo turistico per la Sicilia che disegni azioni, tempi, risorse e governance del turismo siciliano del futuro.

“Diversamente – concludono i presidenti delle associazioni insulari – se dobbiamo continuare ad essere destinazione nella destinazione, forniteci tutti gli strumenti e le condizioni fiscali e amministrative per poter essere autonomi”.

 

 

 

 

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