venerdì, 20 luglio 2018

Da Consorzio a TO, Pantelleria Island porta 56 mila presenze sull’isola del vento

Ottanta chilometri quadrati di bellezza in chiaroscuro, in pieno Mar Mediterraneo tra il Canale di Sicilia e la Tunisia. Terra selvaggia e vulcanica, ricca di contrasti nei colori, nei sapori, negli odori. Pantelleria, calda e ventosa, si offre al visitatore con eleganza attraverso i suoi giardini panteschi, i muri a secco ed i caratteristici dammusi, elementi di quell’arredo urbano che esalta l’ingegno dell’uomo, il suo rispetto per la natura e per quelle tradizioni che si tende a conservare per costruire il futuro. Terra generosa, ospitale ed accogliente che punta sul turismo con rinnovato interesse.

Un approccio timido e molto discreto che in questi ultimi due anni si è andato sempre più consolidando anche grazie all’impegno ormai decennale del Consorzio Pantelleria Island. Costituito nel 2007 e formato da 6 aziende della filiera turistica, il Consorzio si è evoluto in tour operator orientando i propri investimenti verso il trasporto aereo, settore al quale ha dato un’accelerazione proprio in quest’ultimo biennio.

“I risultati non sono mancati – spiega il presidente Baldassare Paladino a Travelnostop.com -: nell’anno appena concluso abbiamo generato, nella rotazione tra fine maggio ed inizio di ottobre, circa 17.000 tratte con voli provenienti da Bologna, Venezia, Bergamo, Malpensa, Torino e Roma, facendo registrare circa 8.000 arrivi nell’Isola per circa 56.000 presenze distribuite nella ricettività diffusa che ormai è presente a Pantelleria”.

“Dagli alberghi a 4 stelle – aggiunge il direttore, Fabio Casano – ai B&B, ai dammusi, come ai resort ed alle aziende agrituristiche. Una ospitalità diffusa comunque di fascia medio, medio-alta che sceglie Pantelleria non solo per il soggiorno sole/mare, ma anche per il trekking, montain bike ed enoturismo”.

Ed è proprio l’enoturismo l’altro polmone finanziario di Pantelleria con il Consozio Pantelleria Doc a cui aderiscono oltre 200 viticoltori e le sette etichette tra le più titolate delle aziende enologiche siciliane e tra le più gettonate al Vinitaly. Non a caso il 26 novembre 2014, l’Assemblea generale dell’UNESCO, riunita in seduta plenaria a Parigi, ha iscritto la pratica agricola della Vite ad Alberello di Pantelleria tra i Beni immateriali dell’Umanità. Per la prima volta l’Alto organismo internazionale ha attribuito questo riconoscimento ad una pratica agricola, riconoscendone il valore storico-culturale oltre che identitario.

E la vocazione naturalistica di Pantelleria ha trovato un ulteriore riconoscimento nel luglio 2016 con l’istituzione del Parco Nazionale, come area naturale protetta, ultimo in Italia e primo in Sicilia. Questa la realtà di un territorio amato dai tanti vip che hanno scelto l’isola del Mediterraneo per il buen ritiro ma anche per i comuni mortali alla ricerca di una vacanza o di un soggiorno ancora a dimensione umana e che dalle viscere della terra riesce ad emanare fanghi, acque termali e gas benefici per la pelle e la salute in genere.

Benefit diffusi ma che saranno apparsi esclusivi al team della DAT, la compagnia aerea danese vincitrice del bando emanato dall’Enac per aggiudicare, in regime di continuità territoriale, i collegamenti da Trapani, Palermo e Catania per Pantiḍḍṛaría, originario nome in siciliano di Pantelleria, attribuito all’Atr della DAT impiegato sulla tratta per Catania. Un battesimo avvenuto lo scorso venerdì a cui hanno partecipato le autorità militari, civili e religiose oltre che un gruppo selezionato di giornalisti ed agenti di viaggio siciliani.

“La compagnia ha manifestato un dinamismo ed interesse che potrebbe aprire nuove prospettive – conclude Paladino -. E non è da escludere che si possano sviluppare azioni di partenariato per intercettare nuovi flussi turistici dai mercati del nord e centro Europa. Noi – conclude – siamo pronti”.

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