
Secondo un’indagine di www.travelnostop.com
l’ambiente oggi è sempre più un’opportunità economica
Palermo, 21 marzo 2008 - La Sicilia si candida a rivestire un ruolo di primo piano all’interno del network di destinazioni preferite dai cosiddetti “ecoturisti”, grazie a un territorio riccamente differenziato in grado di proporre al potenziale turista diversi tipi di turismo: mare, montagna, parchi, oltre all’Etna. Segmenti in grado di attrarre turismo di nicchia e di massa. Ma proporre la Sicilia come meta ‘sostenibile’ significa soprattutto attrarre turismo qualificato. Il che però non può voler significare bloccare grosse opere che porterebbero sicuro sviluppo turistico. E’ il caso del Golf Resort di Sciacca rimasto fermo perché la costruzione di una buca del campo di golf è stata paragonata alla realizzazione di un edificio. E’ quanto emerge dall’indagine effettuata da www.travelnostop.com in occasione del Forum “Ospitiamo l’ambiente” in programma nell’ambito della decima edizione di Travelexpo.
Come scrive il famoso economista americano Jeremy Rifkin, "se negli anni passati il dibattito sul turismo sostenibile ha sempre sostenuto l’incompatibilità tra profitto delle imprese e sostenibilità dell’ambiente, ora siamo giunti a una svolta: la nostra epoca sta passando dal concetto di mercato al concetto di rete, dove la merce scambiata non è più la proprietà di un oggetto, ma l’accesso e il tempo di fruizione dello stesso. Al centro di questa rivoluzione - continua Rifkin - c’è il turismo, ponte tra cultura e commercio: spetta alle imprese turistiche, che non vendono materie prime ma l’accesso a esperienze e culture diverse, impegnarsi di concerto con le amministrazioni locali per una sostenibilità sia turistica sia ecologica in senso stretto del mondo e delle sue biodiversità".
Concetti questi che timidamente, grazie a un progressivo processo di maturazione collettiva, hanno portato a considerare la salvaguardia dell’ambiente non più solo come necessità ma anche come opportunità. Così se fino a poco tempo fa la tutela delle coste e del patrimonio naturalistico era considerata un freno, oggi questa nuova e diffusa maturazione fa invece ritenere che laddove il rispetto dell’ambiente non viene esasperato o strumentalizzato per bieche battaglie politiche, può costituire una grande opportunità di sviluppo turistico.
Del resto il turismo, più di altri settori, si evince dalla ricerca di www.travelnostop.com, ha maturato una forte attenzione ai temi della sostenibilità ambientale nella consapevolezza che l'ambiente è spesso la principale attrattiva per le destinazioni turistiche o la condizione per una piena fruibilità delle attrattive del territorio. L'ambiente, quindi, e la sua salvaguardia, non rappresentano più un costo ma soprattutto una opportunità di mercato e una risorsa.
Secondo gli ultimi dati, infatti, recentemente l’Italia ha rafforzato la sua posizione in cima alle simpatie dei viaggiatori che praticano il turismo-natura. L’agriturismo fa registrare gli indici più alti con 3 milioni di arrivi e un fatturato globale da 950 milioni di euro. A preferire questo segmento, in primis i giovani (39,9%), seguiti dalle famiglie (37,4%), e dagli “over 65”, (22,7%). Tra le strutture ricettive, gli alberghi e le pensioni rappresentano la soluzione preferita per il 32,8% dei turisti, seguono appartamenti/case private (16,5%), agriturismi (15,8%), e B&B (11-12%). 80,638 milioni le presenze nelle strutture delle aree protette, di cui poco più di un terzo straniere (28 milioni circa), che hanno generato un fatturato globale di 8,589 miliardi di euro, in aumento del 5,52% rispetto al 2005. Come dire che il turismo-natura vale da solo oltre il 10% del fatturato turistico globale.
I numeri danno ragione a quegli operatori e alle istituzioni che hanno capito come la salvaguardia delle risorse del territorio possa diventare strumento di crescita competitiva della propria offerta. Che hanno capito come adottare pratiche di turismo sostenibile genera un doppio vantaggio, economico e sociale. Di certo, infatti, c’è la crescente domanda da parte di una clientela, proveniente per la gran parte dal Nord Europa, di località e strutture in cui conciliare le esigenze di riposo con la scoperta dell'ambiente naturale.
Un connubio che trova il suo naturale sbocco nel turismo rurale, che insieme al cosiddetto turismo ‘open air’ e all’agriturismo stanno attraversando una stagione felice mentre altri tipi di turismo vivono una fase di stagnazione. Il motivo? Spesso si tratta di un’offerta economicamente più conveniente, ma non solo. La novità sta nel fatto che questo tipo di turismo riesce a soddisfare nuove esigenze, la sensibilità di un nuovo tipo di viaggiatore che solitamente non fa turismo ma si interessa alla cosiddetta ‘gita fuori porta’.
La relazione completa si trova sull’indirizzo www.travelnostop.com/relazione.pdf