mercoledì, 21 novembre 2018

Casinò Saint-Vincent verso la chiusura? La procura chiede fallimento

Si fa più certa la possibilità di chiusura per il Casinò di Saint-Vincent. La procura di Aosta, infatti, ha presentato un’istanza di fallimento motivata “dalla grave insolvenza, dalla situazione debitoria, dalle linee di credito sostanzialmente chiuse”. Una settimana fa la nuova governance della Casinò de la Vallée spa – di proprietà al 99,9% della Regione Valle d’Aosta – aveva depositato una richiesta di concordato preventivo. Il neo amministratore unico, Filippo Rolando, è stato convocato dal giudice fallimentare per fornire chiarimenti sulla procedura concorsuale, che al momento blocca il fallimento.

Sarà quindi il Tribunale a sancire il destino del casinò. Ma per il pm Luca Ceccanti il concordato non è ammissibile in quanto non è stato approvato il bilancio 2017.
“È stato un fulmine a ciel sereno. Spiace che sia arrivato adesso che le cose stavano cominciando ad andare bene per uscire da questa situazione di crisi”, commenta Stefano Aggravi, assessore regionale alle finanze. I conti della casa da gioco sono in rosso da anni, per diverse ragioni ma soprattutto per la contrazione dei ricavi e per gli elevati costi di gestione del personale. A lungo è stata la Regione a coprire le perdite con iniezioni di liquidità, che hanno portato ad un processo contabile (con la condanna di consiglieri regionali a risarcimenti per 30 milioni di euro) e ad un processo penale per truffa ai danni dello Stato e falso in bilancio.
Secondo la procura di Aosta, il casinò è in uno stato di crisi irreversibile: sul piano patrimoniale l’attivo non è in grado di coprire le passività; sul piano economico le prospettive non consentono di prevedere per il futuro il superamento della crisi né il raggiungimento di un equilibrio; sul piano finanziario, visto lo stato di insolvenza, la società non potrà far fronte ai pagamenti nei tempi e nei modi previsti.
I debiti della casa da gioco – che nel 2017 ha incassato 60 milioni di euro e quest’anno dovrebbe confermare la stessa cifra – ammontano a circa 77 milioni, di cui 68,5 nei confronti di istituti bancari e finanziari, 4,5 nei confronti di fornitori, e 3,9 per debiti tributari e previdenziali. Qualora la società decidesse di saldare tutti i debiti scaduti avrebbe bisogno di 11 milioni di euro, oltre alle disponibilità attuali. La procura segnala anche che, dopo anni di perdite progressive, il 2018 evidenzia un bilancio positivo ma il dato effettivo è quello di una perdita significativa e di un’esposizione debitoria ingente.

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