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Aumento Iva per ristoranti e alberghi, dure critiche dal mondo del turismo
notizia pubblicata 11 settembre 2019 alle ore 12:00 nella categoria Cronaca

“Una proposta iniqua e inaccettabile che parte da un presupposto totalmente sbagliato, ipotizzando che l’evasione fiscale si annidi soprattutto nel settore del turismo, quando invece questo censurabile fenomeno interessa ben altri ambiti: se il buongiorno si vede dal mattino non possiamo che affermare come il nuovo Governo, sul tema del turismo, inizi male, molto male”. È il commento di Paolo Arena, presidente di Confcommercio Verona, sulla proposta del Movimento Cinque Stelle di aumentare dal 10 al 23% l’Iva per alcuni settori, in primis ristorazione e alberghi, facendone carico solo ai consumatori che pagano in contante al ristorante o in albergo, mentre per chi paga con carta di credito o con altri strumenti elettronici entrerebbe in vigore un meccanismo di rimborso, un cashback sul cassetto fiscale del contribuente, dell’Iva pagata in più.

L’idea, che si inserisce nel solco della necessità di trovare risorse per la prossima manovra economica, viene criticata da Confcommercio Verona e dalle categorie legate al turismo ad essa aderenti. “E’ avvilente notare che invece di sostenere una realtà che continua a produrre ricchezza – aggiunge Arena – la si continua a penalizzare, come dimostra anche la decisione di non dedicare un Ministero al turismo ma di accorparlo in altro dicastero, come voce secondaria. L’idea del cashback, inoltre, non regge e alla prova dei fatti si rivelerebbe un fiasco, basti pensare ai clienti stranieri: come avverrebbe il ristorno con loro?. Il presidente del consiglio Conte – prosegue Arena – nel suo discorso è stato protagonista di un passaggio apprezzabile sul turismo, ma le parole non bastano, soprattutto se poi c’è chi, nella compagine governativa, rema in ben altra direzione. Mentre continuiamo a registrato totale mancanza di attenzione ai ben radicati fenomeni di ‘sommerso’ che nel turismo rappresentano ormai il 60% circa dell’offerta: Confcommercio Verona da tempo ha posto il problema all’attenzione di chi di dovere per arrivare a una soluzione che rispetti il principio ‘Stesso mercato stesse regole’ nell’ambito del ricettivo così come della ristorazione, dove imperversano gli home restaurant. Dal Governo – conclude Arena – ci aspettiamo sgravi e il taglio del cuneo fiscale, non boutade”.

“E’ un’ipotesi talmente devastante per il nostro settore che non voglio nemmeno affrontarla, spero sia frutto di uno scherzo o di una provocazione. Federalberghi aveva sollecitato un adeguamento all’Iva dei Paesi competitor ribassandola, non certo alzandola. Auspico un approccio totalmente diverso: il turismo merita, anzi meriterebbe dignità e serietà, queste fughe in avanti non favoriscono un approfondimento sereno, degno di un Paese civile, rispettoso degli imprenditori”. Cavara conclude: “Ha ragione il presidente regionale di Federalberghi, Michielli quando parla di incubo di una notte di fine estate”, ha detto Giulio Cavara, presidente degli Albergatori di Verona e provincia.

“La procedura del meccanismo di rimborso sotto forma di credito d’imposta per chi paga con carta di credito appare complessa e difficile da applicare a livello pratico”, incalza Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto – Come Federalberghi Garda Veneto ci auguriamo che una proposta del genere non venga assolutamente attuata, perché avrebbe sicuramente dei risvolti negativi sulle presenze turistiche. Non vogliamo piangerci addosso ma veniamo da una stagione non del tutto positiva e una prospettiva di aumento dell’Iva non favorirà sicuramente gli arrivi per la stagione 2020. Aumentare l’Iva sui servizi alberghieri significa dare più potere alle destinazioni del mediterraneo e affossare la capacità competitiva del sistema-Italia. Riteniamo comunque che l’aumento dell’iva sia dannoso e vada quindi scongiurato per tutti i settori dell’economia nazionale”.

“Il turismo, la ristorazione, non sono mucche da mungere”, esclama. “E’ ora di finirla con le accuse di essere generatori di economia sommersa, perché questo non corrisponde al vero. I ristoranti sono imprese che investono nel capitale umano, nella sua formazione, nella ricerca di proposte e prodotti innovativi per valorizzare il territorio in cui operano in sinergia con tutto il mondo del turismo. Diciamolo: sembra un favore ai circuiti bancari”, ha aggiunto Leo Ramponi, presidente dell’Associazione Ristoratori di Verona e provincia.