mercoledì, 21 agosto 2019

Premi, Victoria Petrova vince il Thalia 2006

Grazie all’operatrice aumentato numero turisti russi a Matera

E’ andato a Victoria Petrova, un’operatrice turistica russa che ha realizzato depliant in lingua russa su un pacchetto vacanze in Basilicata e ha aperto lì un ufficio, il Premio Thalia 2006, promosso dal Centro Studi Turistici Thalia. Il premio, in collaborazione con Assoturismo, Assoviaggi (Confesercenti) ed Enti istituzionali, ha lo scopo di segnalare iniziative e persone impegnate a promuovere la cultura dell’accoglienza. La Petrova, che lavora a San Pietroburgo, ha già organizzato i primi gruppi di turisti russi in Basilicata. Le proposte di soggiorno, con basi a Maratea e a Policoro, sono abbinate a escursioni alla Cattedrale di San Nicola di Bari. Gli itinerari turistico-culturali prevedono tappe a Venosa, Melfi, Lagopesole, nella Magna Grecia (Metapontum ed Heraclea), ai Sassi di Matera e nel Parco Nazionale del Pollino. I primi gruppi di russi hanno manifestato particolare apprezzamento. “Il mercato turistico russo verso l’estero – spiega la Petrova – è cambiato: la moda della vacanza a Rimini è finita, si va alla ricerca di una vacanza autentica, fatta di cultura, natura, gastronomia tipica. La Basilicata è in grado di offrire tutto questo, forse meglio di altre realtà del Sud Italia”. A Policoro (Matera), l’operatrice turistica ha fondato la società “Il Ponte”, che promuove forme di cooperazione culturale, sociale e imprenditoriale tra la Basilicata e la Russia, anche favorendo l’export dei prodotti lucani. La Petrova, che aveva organizzato gruppi di russi lungo la costiera romagnola e adriatica, ha scoperto la Basilicata attraverso l’invito di don Vincenzo Iacovino, parroco di Maratea. Sono bastati pochi giorni in giro a Maratea, Policoro, Matera e nel Vulture per convincerla a lanciare sul mercato russo i primi pacchetti di soggiorno. Per gli organizzatori del Premio Thalia, quello di Petrova è un esempio fortemente positivo, tenuto conto del forte interesse dei turisti russi e dell’Est Europa verso formule di vacanza dai piccoli numeri o di nicchia, che possono rappresentare il futuro turistico della Basilicata.

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