Cosenza avrà un ‘Parco del benessere’, progetto tra sostenibilità ambientale e sviluppo turistico

C’è anche il più grande Parco del benessere d’Italia tra i progetti voluti da Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza, per promuovere la città. “Servirà ad attrarre turismo, a creare lavoro per i cittadini e a far diventare sostenibile Cosenza, perché contestualmente al parco sorgeranno nuovi snodi viari pronti a sostituire quello attuale di viale Giacomo Mancini sul quale questa opera si porrà”, ha detto Occhiuto.

Si tratta di un’opera di 2 km di lunghezza e costeggerà parte della metropolitana leggera che dovrà unire il centro città con Rende e l’Università della Calabria situata ad Arcavacata.
Un polmone verde nel cuore della città contemporanea, con l’aggiunta di molte nuove piante, oltre a quelle già presenti, attraverso la suddivisione del parco in più aree tematiche. Inoltre, ci saranno aree attrezzate e sicure, illuminate, strutturate con percorsi benessere, piste ciclabili e spazi dedicati al tempo libero e allo sport.

“Il parco – ha spiegato Occhiuto – sarà servito, attraverso due fermate dedicate, da un sistema di trasporto pubblico non inquinante e privo di barriere e pantografo, la metro di superficie, molto efficace ed utile per spostarsi agevolmente in tutta l’area urbana di Cosenza-Rende-Unical.

Inoltre è in fase di realizzazione la ‘ciclopolitana’, una metropolitana delle bici, che collegherà tutta la città, dal centro storico fino all’Unical, su corsie preferenziali attrezzate con rastrelliere video sorvegliate”.

Il parco del benessere sarà collegato in futuro alla Città dello Sport (di prossima realizzazione) lungo il fiume Campagnano e al parco fluviale lungo il Crati e il Busento, oggetto del programma di rinaturalizzazione e di navigabilità.
“Tutta la zona di via Popilia – conclude Occhiuto – sarà strategica e definitivamente connessa alla città perché racchiusa tra il parco del benessere e il parco fluviale, dove sorgono le più straordinarie opere di architettura contemporanea, il ponte di Calatrava e il planetario”.

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