Pasqua in chiaroscuro per la Campania

Ingenito: turismo risente di crisi nazionale che indica un -10/15% su turismo in entrate

Prenotazioni pasquali in chiaroscuro nelle strutture ricettive extralberghiere della Camapania, con le permanenze degli italiani ridotte ad 1 solo pernottamento. In calo anche quelle degli stranieri. In crescita le  richieste low cost, gli ostelli mentre è meno buona la condizione delle strutture medie a Napoli e nelle maggiori città. Tengono le località turistiche maggiori come Capri e Ischia, penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana, escursionistiche invece Beneventano, Casertano e Irpinia, con un lieve incremento per il Cilento. Molte case vacanze resteranno chiuse per la difficoltà di mantenere i costi di gestione. 
“Si riduce ad un solo pernottamento la richiesta soprattutto di italiani che tendono anche a pretendere uno sconto sui costi del soggiorno non garantendo introiti certi – dice Agostino Ingenito, presidente Abbac – Chi parte lo fa all’ultimo momento, magari dando uno sguardo al meteo e al portafogli,  si vedono alcuni francesi e tedeschi ma il test pasquale non offre rassicurazioni in vista della primavera”. 
Male Napoli che non registra il sold out ma riduce a circa il 60% l’occupazione delle 700 strutture extralberghiere, tra b&b, affittacamere.
“I dati ci preoccupano, il turismo risente della crisi nazionale che ci indica una flessione del 10- 15% del turismo in entrata – commenta Ingenito –  a confermarlo anche le previsioni delle adv che indicano un calo del fatturato del 40%”.
A pesare secondo Ingenito a pesare sono le mancate scelte della politica. “Da anni attendiamo un testo unico sul turismo, non c’è una piattaforma di supporto ed assistenza, fallite da tempo le aziende di soggiorno e enti provinciali e manchiamo di una regia concreta sulla promozione della nostra Regione – continua Ingenito – Non c’è un sistema di incentivi e i TO da tempo non investono sul nostro territorio”.

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