mercoledì, 17 luglio 2019

Enologica quest’anno associa vino, cibo e… burattini

Enologica è l’evento organizzato a Bologna, dal 19 al 21 novembre al Palazzo Re Enzo che vedrà la presenza di oltre 100 tra produttori, consorzi e cantine, seminari e poi degustazioni tematiche, il Teatro dei Cuochi e la premiazione della prima edizione di Carta Canta, il premio delle carte dei vini che propongono un assortimento qualificato di vini emiliano romagnoli. Attese anche molte presenze dall’estero fra buyer (provenienti da 12 nazioni: Brasile, Canada, Cina, Danimarca, Giappone, Perù, Russia, Singapore, Regno Unito, Polonia, Usa e Germania) e giornalisti di settore (in arrivo da Usa, Canada, Cina, Corea, Gran Bretagna, Irlanda, Danimarca e Polonia).

“Quella dell’Emilia Romagna é ancora una filiera vitivinicola e agroalimentare inedita per quanto straordinaria, rispettosa dell’ambiente ed attenta alla sostenibilità delle proprie pratiche. L’occasione annuale per approfondirne la conoscenza e apprezzarne il valore è Enologica, il Salone del vino e del prodotto tipico dell’Emilia Romagna”, ha spiegato Pierluigi Sciolette, Presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna che promuove e organizza l’evento.

Enologica è ormai un format consolidato che non manca, però, di riservare ogni anno delle novità. A partire dal tema portante che quest’anno vedrà protagoniste le maschere, con un originale connubio fra vino e cibo. Infatti, come si legge nell’introduzione del catalogo, scritta dal curatore Giorgio Melandri: “con Enologica 2016 parliamo dell’identità emiliano romagnola attraverso i personaggi dei burattini, quelli inventati dai burattinai più bravi e quelli che sono eredi della grande tradizione della Commedia dell’Arte. I loro caratteri diventano quelli della gente dell’Emilia Romagna e di conseguenza quelli dei vini e dei prodotti gastronomici. L’identità è ancora una volta la chiave della narrazione del cibo e del vino, l’unico elemento che rende i prodotti riconoscibili e unici. È questa la sfida che ci attende, farci conoscere e collegare il vino e il cibo ai territori e alle comunità che li producono. Ogni personaggio avrà un abbinamento preferito. Un gioco che ci permette di sottolineare come in Emilia Romagna il cibo e il vino siano legati in modo straordinario e indissolubile”.

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