giovedì, 17 ottobre 2019

Con ‘Monasteri Aperti’ l’Emilia Romagna svela i suoi luoghi di culto millenari

Un ‘viaggio’ alla ricerca dell’Emilia-Romagna più spirituale e introspettiva. Il  19 e il 20 ottobre andrà in scena ‘Monasteri Aperti’,  che vedrà protagonisti una ventina tra i più importanti luoghi di culto millenari della regione le cui porte saranno aperte a cittadini e turisti tra visite guidate con esperti di arte sacra, escursioni e trekking, laboratori e musica sacra in pievi, chiostri, abbazie, monasteri e cripte tra Piacenza e Forlì-Cesena.
L’iniziativa permetterà di vivere esperienze diverse come ripercorrere le tappe della quotidianità di un monaco medievale; pranzare nel silenzio con le suore di clausura o partecipare a un trekking serale e vedrà coinvolti veri e propri gioielli architettonici e religiosi: dall’Abbazia di Nonantola nel Modenese – recentemente riaperta al pubblico dopo il restauro post terremoto – alla Cattedrale di Sarsina, nel Cesenate passando per piccoli gemme meno conosciute come Il monastero di San Pietro a Modena e il Monastero di Santa Chiara a Lagrimone, nel Parmense. Gioielli che si trovano lungo alcuni dei 18 Cammini per Viandanti e Pellegrini dell’Emilia-Romagna, cuore di un rinnovato slancio del Turismo religioso regionale.
‘Monasteri Aperti’ è promosso dall’Apt Servizi e dalla Conferenza Episcopale Emilia-Romagna – Ufficio per la pastorale dello Sport, Turismo e tempo libero, in collaborazione con otto Diocesi regionali (Piacenza-Bobbio, Parma, Reggio Emilia, Modena-Nonantola, Bologna, Faenza-Modigliana, Forlì, Cesena-Sarsina) e dieci associazioni dei Cammini della regione (Via degli Abati, Via dei Linari, Via Romea Strata Longobarda- Via Nonantolana, Via degli Dei, Viae Misericordiae- Cammino di Dante, Cammino di Sant’Antonio, Via Romea Germanica, Cammino di San Vicinio).

 

 

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