mercoledì, 22 maggio 2019

A Rimini si paga l’Imu anche sugli ombrelloni. Ricorsi a raffica e situazione paradossale

 

È polemica a Rimini per la richiesta di pagare l’Imu sugli ombrelloni rivolta ai bagnini dalla sede cittadina dell’Agenzia dell’Entrate. Una scelta avversata dai titolari degli stabilimenti balneari romagnoli – che hanno già fatto partire i ricorsi – su cui vuole vederci chiaro anche l’assessore regionale al Turismo che definisce la situazione “anomala e davvero strana”.

Mauro Vanni, presidente della cooperativa Bagnini Rimini Sud, fa sapere che “secondo l’Agenzia dovremmo andare a pagare l’Imu, valutando il valore catastale delle aree occupate dagli ombrelloni. Vogliono farci pagare l’accatastamento sugli ombrelloni: è un assurdo tutto riminese – prosegue -, un unicum in tutta Italia, visto che quello di Rimini è l’unico ufficio che ha dato questa interpretazione della normativa vigente”.
L’Agenzia delle Entrate calcola circa 10 mq a ombrellone, conteggiando 35 euro di Imu mentre i bagnini, seguendo le linee guida nazionali, con l’accatastamento delle spiagge hanno conteggiato le cabine e gli altri manufatti fissi. Che, non vengono spostati a fine stagione.
“Abbiamo già fatto partire una cinquantina di ricorsi – osserva Vanni – e se ne prevedono più di 500. C’è una interpretazione assurda della normativa da parte di un unico ufficio in tutta Italia: per questo, da un certo punto di vista, siamo tranquilli. Spetterà ai giudici decidere e visti i tempi della giustizia magari l’esito si saprà tra dieci anni, intanto andiamo avanti”.
“Chiederò immediatamente un incontro alla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate per capire il perché di questa riscossione – scrive in una nota l’assessore al Turismo Andrea Corsini – sembra una situazione anomala e davvero strana che, almeno all’apparenza, non ha alcuna giustificazione visto, peraltro, che si paga solo a Rimini”.

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