Sui monti della Carnia un museo della Grande Guerra

La struttura all’aperto realizzata grazie a tre organizzazioni diverse

Il dramma della Grande Guerra ripercorso lungo i sentieri, le trincee, i rifugi, i ricoveri e i santuari della memoria di Passo Limo, Monte Piana e Passo Monte Carnico, trasformati in un museo all’aperto su un fronte che, in Carnia, vide morire 12.698 soldati e 461 ufficiali. Trecento chilometri da percorrere in un itinerario che è l’ideale integrazione del museo del Timau, dove sono conservati cimeli bellici italiani e austriaci, oltre a un migliaio di documenti e immagini fotografiche che ricostruiscono la cronologia del fronte denominato “La zona del Carso”. Il sentiero della memoria parte dal passo di Monte Croce Carnico, custode silenzioso di ricordi del fronte italiano, per salire su un pendio roccioso che porta lungo il versante occidentale del Pal Piccolo, dove iniziano le prime fortificazioni del fronte austriaco, fino alla grande trincea situata sulla sommità del “Naso delle mitragliatrici”. L’ultima discesa, lungo il versante italiano del fronte, conclude il tragitto riportando il visitatore al punto di partenza. Il museo all’aperto è stato realizzato grazie all’opera iniziale del Colonnello austriaco Walter Schaumann, con il suo gruppo “Amici delle Dolomiti”, e ai successivi e costanti lavori di ripristino e manutenzione del “Gruppo Volontari Amici del Piana Elio Scarpa” e della “Fondazione Monte Piana”.

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