sabato, 23 marzo 2019

Il Friuli punta sugli eco-musei

Si tratta di strutture all’aperto che descrivono il passato

Gli eco-musei del Friuli Venezia Giulia sono percorsi storici e naturalistici, testimonianze vive di passato e presente. Quello delle acque del Gemonese, per esempio, è un museo diffuso che si sviluppa su un’area ricca di ambienti umidi, che permette di valorizzare insieme le risorse ambientali, storiche e culturali locali. L’area è rappresentata dal campo di Osoppo-Gemona, un’unità geografica complessa ma omogenea che, dai contrafforti prealpini, si allarga sino a comprendere l’ampio greto del Tagliamento. Ed é l’acqua l’elemento naturale di relazione tra le molteplici componenti fisiche e biologiche di questi luoghi. Il museo di Cjase Cocél, invece, museo della vita contadina di Fagagna, è la ricostruzione dell’ambiente di vita e di lavoro di una famiglia contadina friulana. La sede è un’antica abitazione ristrutturata salvaguardando e recuperando le tipologie caratteristiche della casa friulana. Il restauro e l’allestimento museale sono stati realizzati con l’obiettivo di rendere vive la struttura dell’edificio e le attività umane che vi si svolgevano. A fianco della casa è stato realizzato il broili, un piccolo podere nel quale sono piantumati il viale centrale di gelsi, quattro filari di viti con i vitigni tipici della viticoltura friulana e vari tipi di ortaggi. Annesse alla casa friulana vi sono altre strutture che ospitano attività strettamente connesse con quella agricola: le trébie (la trebbia) il mulìn (il mulino) le fàrie (laincina). L’eco-museo Lis aganis, infine, conta 29 soci, tra cui 15 comuni e una comunità montana. Nasce con la volontà di valorizzare, promuovere e mettere in rete le risorse culturali e ambientali, le comunità e i saperi di un territorio molto vasto della comunità montana del Friuli occidentale. Si divide secondo i percorsi dell’acqua o degli antichi mestieri.

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