Trieste, aperti al pubblico i “Sotterranei dei Gesuiti”

Mistero sulle origine delle ossa umane ritrovate dagli speleologi

A partire da domani, mercoledì 27 giugno, aprono al pubblico a Trieste i "Sotterranei dei Gesuiti", gli ambienti che si sviluppano sotto la Chiesa di Santa Maria Maggiore. Negli spazi sotterranei, che sono stati sottoposti a 20 mesi di lavori di restauro e di allestimento, ad opera di un'equipe di speleologi urbani della Società adriatica di speleologia, coordinati da Armando Halupca, con la collaborazione di don Nino Angeli, parroco di Santa Maria Maggiore, ebbe sede, secondo una tradizione locale, un Tribunale dell'Inquisizione, in cui vennero consumate torture e delitti. All'interno delle cripte, dei pozzi e delle nicchie scavate in queste stanze, gli speleologi hanno trovato ossa umane, tra cui tibie, femori e crani interi. La tesi più accreditata è quella che sostiene che questi non siano i resti dei condannati dell'Inquisizione, ma quelli degli stessi monaci gesuiti che costruirono la chiesa soprastante nel 1627.

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