Riapre il Parco del Tuscolo, in programma weekend di eventi

“Dalle rivelazioni aree si intuiva un lungo allineamento sotto al terreno. Abbiamo aperto e ci siamo trovati davanti un muro lungo 29 m: una Chiesa medioevale, con tanto di ossari e gallerie sepolcrali in facciata, impostata sulle colonne delle antiche terme romane. Dai bolli, sicuramente adrianee”. Ad affermarlo Valeria Beolchini, archeologa che meglio conosce l’antica ‘Tusculum’, città latina che leggenda vuole fondata da Telegono, figlio di Ulisse e della Maga Circe, poi distrutta e abbandonata definitivamente nel 1191. Per tutto l’800 depredata e saccheggiata, oggi l’antica città riprende forma con la riapertura del Parco Archeologico e culturale di Tuscolo.

Il luogo primitivo dell’anima, che la Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini ha finanziato per 1 milione e 200 mila euro. Già realizzati, messe in sicurezza, scavi, restauri, riqualificazione dell’area e, oggi, il rinnovo dell’accordo di collaborazione con la Escuela Espanola de Historia y Arquelogia en Roma-CSIC che dal 1994 ha realizzato qui oltre 20 campagne di scavo.

“I prossimi scavi – raccontano il presidente della Comunità montana Damiano Pucci e il direttore della Escuela Espanola, José Ramon Urquijo Goitia – si concentreranno all’esterno dell’area”. Ovvero proprio intorno a quella basilica di epoca medioevale, con annessa necropoli, che già si scorge, ma che la nuova campagna di scavi del 2020, la più grande mai realizzata a Tuscolo dai tempi di Luciano Bonaparte e Luigi Canina, dovrebbe svelare completamente.
“Sotto – racconta la Beolchini – abbiamo trovato pavimenti in mosaico bianchi e neri, affreschi coloratissimi, latrine e le vasche per il tiepidarium e frigidarium. È la città che sta riprendendo forma. Grazie alle rilevazioni aeree e geofische possiamo ricostruire tutto in 3d”.

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