domenica, 15 settembre 2019

Palazzo Altemps ora è Museo per tutti con percorso per disabili intellettivi

Palazzo Altemps diventa ‘Museo per tutti’, aprendo le porte e la sua bellezza anche alle persone affette da disabilità mentali.  Per il palazzo cinquecentesco alle spalle di Piazza Navona è il debutto del progetto ideato da ‘L’abilità onlus’, finanziato dalla Fondazione De Agostini e già stato sperimentato alla Gnam, all’Archeologico San Lorenzo a Cremona, al Castello Albertis a Genova, a Venaria a Torino, al Benozzo Gozzoli di Castiglion Fiorentino e agli Innocenti a Firenze.
Un’idea, racconta la direttrice Daniela Porro, che “rientra nelle molte iniziative di welfare culturale del museo per diminuire la difficoltà di visita e aiutare la comprensione delle nostre collezioni”. Tra le tante, si contano già il Museo in ascolto per persone con autismo, la Scherma e cultura con l’Accademia d’Armi Musumeci Greco, il libro tattile La gatta Prisca va al museo, il Museo va in ospedale… a scuola con il Bambin Gesù o i laboratori del Museo parla con te per i piccoli sordi.
“Tutte le sedi del Museo Nazionale Romano – aggiunge Porro – sono poi accessibili per chi ha disabilità motorie. Rimane solo il teatrino di Palazzo Altemps per il quale abbiamo un progetto nella pagina dell’Art Bonus”.
Con il Museo per tutti, che entro giugno 2020 sarà esteso anche alle altre tre sedi, ora si guarda “ad aprire occhi, mente e anima a persone che in genere non vivono la meraviglia dell’arte – spiega Carlo Riva, direttore de L’abilità – Persone con disabilità intellettiva che, solo in Italia, sono oltre 2 milioni. Non è un progetto curativo, ma permette loro di avvicinarsi alla bellezza come e insieme a tutti, senza paura”.
Dopo la formazione del personale, Museo per tutti offre una guida di lettura e un percorso permanente attraverso le collezioni d’arte classica. Obiettivo, diminuire stress e difficoltà di comprensione e aumentare il coinvolgimento emotivo e cognitivo.
“Lo Stato ha molte potenzialità, a volte ha bisogno della spinta dei privati – commenta Alberto Bonisoli,ministro dei Beni culturali – Si parla molto di autonomia dei musei, di numeri di visitatori o traguardi economici. Va benissimo, ma questo è un aspetto di natura qualitativa che vorrei entrasse nel normale elenco di obiettivi: rendere accessibile a tutti il nostro patrimonio. Facciamo in modo che il progetto impatti non solo sui 500 musei statali, ma sui 5 mila musei in Italia. È una battaglia di civiltà”.

News Correlate