‘Vietato sedersi a Trinità dei Monti’,no ai bivacchi. Multe fino a 400 euro

Adesso non è più permesso sedersi sulla scalinata di Trinità dei Monti. Da qualche giorno, infatti, i vigili invitano i malcapitati ad alzarsi pena una multa da 250 euro, 400 euro per comportamenti più gravi come sporcare, o imbrattare, o danneggiare il capolavoro del Settecento romano, e può anche scattare il penale.

Il nuovo regolamento di Polizia urbana di Roma Capitale parla chiaro: c’è il divieto di bivacco, cioè di stazionare con cibi e bevande.
Molto impegnati gli agenti della polizia di Roma Capitale, che in questi giorni di grande afflusso turistico, fanno letteralmente su e giù per la gradinata invitando chi si siede ad alzarsi subito.
Il nuovo regolamento è entrato in vigore i primi di giugno, ma per renderlo applicabile nei fatti serviva la delibera con le sanzioni, che è stata firmata lo scorso 5 luglio. Da quel momento è scattato il giro di vite, e non è escluso che qualche contravvenzione sia già stata staccata. I turisti sono delusi e sorpresi, ma non battono ciglio.

“Le disposizioni contenute nel nuovo regolamento di polizia urbana che vietano di sedersi sulla scalinata di Trinità dei Monti rovinano l’immagine di Roma agli occhi del mondo, allontanano i turisti dalla capitale e vedono la netta contrarietà non solo dei visitatori stranieri, ma anche degli stessi cittadini romani”, commenta il Codacons, che torna alla carica contro i divieti imposti dal Campidoglio. “Si registrano le forti proteste dei turisti contro un provvedimento che risulta insulso e che non garantisce la reale tutela dei monumenti – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il vero problema della città è il degrado imperante, la spazzatura ovunque, l’invasione di suk e tavolini selvaggi che occupano il suolo pubblico nel centro storico e non permettono ai visitatori di godere le bellezze di Roma. Se davvero l’amministrazione comunale vuole difendere i monumenti, deve renderli fruibili a cittadini e turisti, garantire la pulizia delle piazze e il rispetto della legalità, senza ricorrere a ridicoli divieti che finiranno per danneggiare il turismo e l’immagine di Roma agli occhi del mondo”, conclude Rienzi.

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