domenica, 22 settembre 2019

Taxi, Antitrust boccia gli aumenti delle tariffe

Per Alemanno non ci sono gli estremi per cambiare la delibera

L'Antitrust dice no all'aumento delle tariffe dei taxi di Roma in base all'aumento del numero delle licenze. Per l'organismo di controllo il provvedimento sarebbe ‘restrittivo della concorrenza'. La segnalazione è stata una doccia fredda per il Campidoglio che credeva ormai chiusa la questione delle nuove tariffe. Soddisfatte le associazioni dei consumatori, mentre i sindacati dei tassisti tornano sul piede di guerra.
"Non crediamo ci siano gli estremi per cambiare la delibera", ha commentato Gianni Alemanno, sindaco di Roma. L'Autorità garante però sottolinea che "il criterio in base al quale la Commissione tecnica ha tenuto conto del rapporto domanda-offerta in caso di rilascio di nuove licenze, sembrerebbe essere stato interpretato in senso restrittivo per la concorrenza".
Per l'Antitrust "il criterio stabilito dalla Giunta capitolina avrebbe dovuto invece essere interpretato nel senso di suggerire riduzioni delle tariffe massime a seguito di aumenti dell'offerta, secondo una normale logica di mercato". Per Alemanno "l'Antitrust non ha bocciato l'adeguamento delle tariffe, ma ha fatto delle osservazioni". "L'aumento delle tariffe non si tocca. Punto. Intanto lo si applichi, poi siamo disponibili a discutere", è il commento di Nicola Di Giacobbe, segretario nazionale di Unica Taxi della Cgil. "Una forzatura, ma i problemi li avevamo previsti", dice Lorenzo Bittarelli, presidente nazionale di Uritaxi, che sottolinea che "l'aumento doveva essere fatto in maniera più equilibrata".  

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