Boom low cost, Nord a rischio saturazione

Annunziata: “Si ad Alinord, ma solo se low cost, non sostituta di Alitalia”

Un passeggero su quattro nel nostro paese vola low cost. A rilevare il dato uno studio sull’andamento del traffico low cost in Italia presentato dal direttore del dipartimento amministrazione dell’Enac, Emilia Chiavarelli, durante il convegno organizzato a Bergamo dall’Ugai (Unione giornalisti aerospaziali italiani), con il patrocinio dell’Ente nazionale per l’aviazione civile. Con oltre 20 milioni di passeggeri l’anno e un incremento dell’84% dal 2004 al 2005, i 30 vettori low cost che operano in Italia, infatti, trasportano ormai il 25% dei passeggeri. Percentuale superiore rispetto al dato europeo, ferma al 20%, con una prospettiva del 40% nel 2010 mentre a livello mondiale la percentuale scende fino al 14%. In Italia Orio al Serio e Ciampino da qualche anno sono gli scali in cui si concentrano l’80% delle destinazioni servite dai voli a basso costo. Ma questo presto potrebbe diventare un richio. Infatti, secondo uno studio sulle prospettive del sistema aeroportuale del Nord Italia redatto da Stefano Paleari, direttore del centro per l’innovazione e la gestione d’impresa dell’Università di Bergamo e del Politecnico di Milano, da qui al 2020 la domanda crescerà in media tra il 4,4 e il 6,4% per i passeggeri, mettendo a rischio di saturazione molti aeroporti del Nord Italia entro i prossimi cinque anni. Pertanto, sarà necessario pensare a nuove politiche d’investimento per incrementare la capacità offerta dai singoli aeroporti, mantenendo gli standard di sicurezza e qualità del servizio. E, a proposito all’ipotesi della nascita di nuova compagnia aerea, una sorta di ‘Alinord’, che faccia capo agli aeroporti del Nord Italia, il sottosegretario ai Trasporti Andrea Annunziata, si è dichiarato favorevole, a patto che “si tratti di un altro vettore low cost e che non si sostituisca ad Alitalia, patrimonio nazionale di riferimento che il governo non intende abbandonare”.

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