Lombardia, arrivi in calo tra marzo e maggio

In alberghi registrato un -6,7% e in extralberghiero un – 4,8%

Tra marzo e maggio gli arrivi turistici in Lombardia per alberghi e hotel sono calati del 6,7% e del 4,8% per le residenze extra alberghiere. È quanto emerge dell’indagine Travel (Tourism reporting and evaluation in Lombardy) realizzata, sulla base dei dati raccolti presso le strutture ricettive, dal Cerst e dalla Liuc-Università Cattaneo in collaborazione con il sistema camerale lombardo e con Regione Lombardia.
Per il settore sembra confermarsi la breve durata delle permanenze medie per i turisti. Gli approfondimenti provinciali rilevano variazioni leggermente negative per Monza e la Brianza, Mantova, Milano e Sondrio (con cali tra il 2 e il 5%), mentre la situazione è più critica a Bergamo, Lodi e Pavia (calo tra il 10% e il 14%). 
Secondo Massimo Serati, professore associato di economia e management della Liuc e direttore del Cerst, l'andamento conferma i segnali d'allarme della stagione autunnale 2012.
"Pesa sulle destinazioni turistiche lombarde – commenta Serati – una minore vivacità della domanda estera che era riuscita a lungo a compensare la stagnazione della domanda interna. Oggi la percentuale di turisti stranieri risulta leggermente inferiore a quella del biennio 2011-2012. Sarebbe quindi opportuno investire per rafforzare l'immagine all'estero in attesa della ripresa della domanda interna”. 
Solo Milano, Brescia, Sondrio e Como sembrano registrare una stabilità o un lieve incremento della durata media dei soggiorni. Tutti gli altri territori risultano invece in arretramento e in particolare Pavia, Bergamo, Mantova e Varese. Particolarmente negative le previsioni degli imprenditori in merito ai prossimi 6-12 mesi: più del 36% pensa che perderà clienti nei prossimi 12 mesi e solo il 18% conta di aumentarli. L'85% ha una percezione pessimista sul futuro del comparto turistico, mentre solo il 13% prevede un aumento di competitività del settore. 

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