Tassa soggiorno più cara a Milano, Confindustria: favorirà sommerso

Iorio e Palmucci chiedono a governo di modificarla in tassa di scopo anche in vista dell’Expo

Non farà bene al turismo milanese l'aumento dell'imposta di soggiorno scattato da ieri a Milano  con un rincaro di un euro per gli alberghi da  1 a 4 stelle. Secondo il presidente di Federturismo Confindustria Renzo Iorio, "rischia di indebolire ulteriormente il settore alberghiero favorendo il sommerso e di scoraggiare il flusso di turisti stranieri in vista dell'Expo. Piuttosto, sarebbe auspicabile che il Comune desse realmente potere decisionale ad un tavolo tecnico che coinvolgesse gli esperti del settore e le associazioni di categoria per la destinazione del gettito a beneficio della promozione turistica".
"Non possiamo non essere preoccupati per le scelte operate dal Comune di Milano – sostiene il presidente dell'Associazione Italiana Confindustria Alberghi Giorgio Palmucci – l'ulteriore inasprimento dell'imposta di soggiorno, peraltro a meno di un anno dalla sua istituzione, non tiene in alcun conto le esigenze del mercato che è in questo momento molto sensibile alla variabile economica. Inoltre la scelta di rendere efficace la delibera dopo soli 9 giorni, non ha permesso di rendere un'informativa chiara e trasparente a quanti hanno già scelto di soggiornare a Milano e questo certamente non aiuterà le imprese e l'immagine della città. Di particolare gravità poi la scelta di equiparare l'imposta per i 4 e 5 stelle, una soluzione che contrasta con il dettato della legge che prevede che l'imposta debba essere proporzionata al prezzo. Su questo stiamo verificando, ma riteniamo che possano esserci gli estremi per un ricorso al Tar".
Iorio e Palmucci auspicano dunque un confronto con il Governo affinché sia modificata la natura giuridica dell'imposta, trasformandola  in tassa di scopo con norme applicative uniformi sul territorio nazionale anche in previsione dell'Expo.

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