Varotti chiede a Governo danni indiretti da sisma per Pesaro-Urbino

“L’immagine di Urbino viene ancora associata al terremoto”. Ad affermarlo Amerigo Varotti, direttore della Confcommercio di Pesaro e Urbino.

“È assurdo che la provincia di Pesaro e Urbino non sia inserita nel decreto per i danni indiretti del terremoto”, aggiungeVarotti supportato da Maurizio Gambini, sindaco di Urbino.

“Il Duomo è ancora chiuso, sia la scuola d’arte Bramante che il Legato Albani hanno avuto problemi. I danni ci sono stati ed è impensabile non essere inseriti nel decreto”, ha detto Gambini

I danni indiretti possono essere richiesti dalle imprese che hanno subito un sostanziale calo del fatturato in seguito al terremoto. Le perdite devono superare il 40% rispetto al fatturato medio dei tre anni precedenti. Numeri ampiamente superati dalle imprese della provincia che, in alcuni casi, toccano addirittura l’80%.
Varotti sottolinea anche le perdite nel settore turistico che ha visto un crollo del 70% delle presenze e l’azzeramento del turismo scolastico. “Nell’immaginario delle famiglie italiane – spiega Varotti – la nostra era una provincia terremotata. Per fare un esempio, nella feste delle candele di Candelara, un evento che porta migliaia di turisti, non abbiamo registrato un calo di visitatori ma la gente andava poi a dormire in Romagna”.
Il decreto promosso dal governo stanzia 23 milioni per i danni indiretti del terremoto che dovranno essere suddivisi tra Umbria, la provincia di Rieti e delle Marche. “Attualmente la cifra prevista è poca cosa, ma riguarda solo il 2017: gli investimenti sono sempre pluriennali e il fatto di esserne fuori è un’assurdità – ha concluso Varotti – Non vogliamo sfruttare benefici che non ci spettano e sottrarli a chi ha avuto danni pesanti come le zone colpite direttamente dal terremoto – ma siamo stati fortemente penalizzati e vogliamo che le nostre imprese ottengano i benefici previsti”.

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