lunedì, 18 novembre 2019

Aidit chiede sistemi di garanzia e trasparenza per i viaggiatori contro la pirateria turistica

I recenti fatti di cronaca internazionale, con fallimenti di compagnie aeree e tour operator, pongono ancora una volta all’attenzione dell’opinione pubblica e degli operatori del settore l’importanza delle tutele e delle garanzie offerte dalla normativa vigente in Italia a chi acquista pacchetti turistici, assicurando, in caso di insolvenze o fallimenti, il rimborso del prezzo versato per l’acquisto del pacchetto, oltre al rientro eventuale del viaggiatore.

Per sottoporre all’attenzione del Mibact tematiche riguardati proprio la tutela dei viaggiatori e la valorizzazione del ruolo e della funzione della distribuzione turistica qualificata, Aidit ha chiesto un incontro al ministero.

“Una parte purtroppo ancora rilevante del mercato italiano – sottolinea una nota di Aidit – è ancora in balia di soggetti spregiudicati che esercitando abusivamente la professione, spesso nella più completa illegalità, destabilizzano il settore e non offrono alcuna forma di garanzia o tutela ai viaggiatori. Tali abusi e truffe debbono essere contrastati con la massima severità e determinazione, mettendo anche a disposizione dei consumatori strumenti efficaci e veloci per verificare la serietà degli operatori turistici a cui si rivolgono.

Non dobbiamo inventare nulla, basta ad esempio prendere spunto dalle soluzioni adottate da tempo nel mondo delle assicurazioni R.C. auto: pochi click e col numero di targa ciascuno di noi può verificare la copertura assicurativa di un autoveicolo o motociclo.

Strumento che teoricamente già esiste per il turismo. Sarebbe infatti necessario potenziare ed aggiornare la banca dati già esistente sul sito infotrav.it con le informazioni obbligatorie riguardanti, per ogni agenzia, la regolare copertura assicurativa RC e il Fondo di Garanzia/polizza insolvenza, previsti dalle norme vigenti. Un simile strumento, a portata di click o di smartphone, darebbe un impulso decisivo per il contrasto all’illegalità innalzando realmente il livello delle tutele per i viaggiatori.

Inoltre, molti tour operator forniscono indiscriminatamente materiale illustrativo, codici di prenotazione e accesso diretto ai loro sistemi di booking a ciascuna adv che stimano commercialmente utile, senza verificare che essa abbia i requisiti minimi di legge per operare e che non si esauriscono nel mero possesso della licenza, bensì si completano con le coperture assicurative obbligatorie o la posizione attiva in fondi di garanzia dedicati.

Se tutti i TO distribuissero i loro prodotti unicamente attraverso i canali autorizzati dalla legge ed i consumatori avessero strumenti idonei per controllare in tempo reale il possesso dei suddetti requisiti da parte delle agenzie – conclude la nota di Aidit – avremmo un sistema più qualificato, che genera valore e quindi stimola anche positivamente i consumatori”.

 

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  • GG

    Parlando di Incoming, a sentire queste proposte mi vien da
    ridere, se non da piangere. Se non riuscite a farlo capire a pochi milioni di
    italiani, come pensate che a qualche miliardo di stranieri gli interessi delle
    autentiche iniziative “potenzialmente inutili” che vengono fatte in
    Italia?
    A quelli che “navigano” interessa il prezzo basso,
    come a tutti se non lo avete ancora capito. E che uno abbia le licenze o non le
    abbia se ne strafregano.
    E c’è gente in giro (non solo italiani ed in Italia) che ci
    sanno fare molto di più delle così dette migliori agenzie di viaggio italiane.
    Good luck