venerdì, 22 novembre 2019

AIG: serve norma regionale su ostelli, recuperare gap con Europa

Una norma regionale specifica sugli ostelli, per attrarre in ogni territorio, da nord a sud, la clientela giovanile e per favorire il turismo scolastico, familiare, sportivo, sociale, e il recupero del deficit strutturale che l’Italia accusa rispetto all’Europa. È la nuova sfida portata avanti dall’Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù (AIG), che a firma del presidente nazionale Filippo Capellupo, ha scritto a presidenti e assessori di tutte le Regioni italiane, per sollecitare l’adozione di una legge ad hoc, sul modello di quella recentemente depositata dal consigliere regionale della Val d’Aosta, Claudio Restano, che in un testo di 2 articoli specifica innanzitutto che gli ostelli per la gioventù devono essere gestiti da soggetti, pubblici o privati, operanti nel campo del turismo sociale e giovanile per il conseguimento di finalità turistiche, sociali e culturali.

Una proposta di legge che, per quanto attiene ai requisiti tecnici, propone poi la giusta semplificazione della dotazione minima di arredi; l’obbligatorietà di una connessione internet nelle zone comuni; oltre vari altri requisiti tipici e imprescindibili perché una struttura di accoglienza possa definirsi esattamente ostello.

“Alla Valle d’Aosta – ha spiegato Restano – manca la clientela giovanile, dai 18 ai 35 anni. Per recuperare questa fascia di mercato, prendendo spunto da realtà positive esistenti in altre Regioni, ho presentato questa modifica di legge, volta a rinnovare la definizione e le caratteristiche di una tipologia di struttura ricettiva accattivante per un’utenza giovane, ma non solo: l’ostello”.

Il recupero della clientela giovanile non è un problema solo valdostano. Secondo AIG, infatti, servirebbe un gran lavoro in tutta Italia, a cominciare da Roma che, nonostante turisticamente parlando non conosca crisi, non regge il confronto con le altre capitali europee in relazione alle presenze giovanili.

“E guarda un po’- spiega Filippo Capellupo, presidente AIG – a Roma non c’è un Ostello. Unica capitale europea in questo, a fronte di Londra che ne ha decine, come Parigi, Berlino, Amsterdam, Madrid. A Roma, nonostante i nostri sforzi, non siamo riusciti a trovare alcuna risposta, né alcuna sensibilità da parte delle istituzioni, che nei fatti hanno preferito lasciar andare in rovina scuole, caserme, stabili abbandonati, ma non consegnarli a noi di AIG per assicurare così un’adeguata risposta ai giovani di tutto il mondo che amano Roma e che vogliono conoscerla.

La carenza di ostelli fa coppia con l’atavica carenza di efficaci e intelligenti politiche giovanili – aggiunge Capelluto – col nostro Paese rimasto purtroppo molto indietro sul tema della mobilità, dell’accoglienza, della formazione, e nello specifico, del turismo giovanile, scolastico, familiare, sociale, vista l’insufficienza, per non meglio dire, l’indifferenza e la latitanza, delle forze politiche competenti. È forse questo, allora, il momento giusto per rilanciare: sul Governo, con il Governo; ma anche sulle e con le Istituzioni territoriali, le Regioni in primis, perché si facciano finalmente carico della questione e della necessità di rivedere le cose, spingendo con decisione per lo sviluppo della rete degli ostelli italiani. E ciò nell’interesse di tutti, sul solco già tracciato dai migliori modelli nazionali europei”.

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