lunedì, 16 settembre 2019

Musei beni strategici per l’Italia, Lampis: producono l’1,6% del Pil

“I musei sono esempi del successo italiano: erano invisibili e sono ormai presi d’assalto e, dagli ultimi dati di una ricerca recente ancora non pubblicata, emerge che solo i musei statali producono l’1,6% del Pil. Se poi si continuerà a lavorare con i livelli di qualità attuali e si perfezioneranno le cose che ancora non vanno bene, si potrà arrivare anche al 2%, ossia lo stesso reddito prodotto dall’agricoltura”. Tutti a bocca aperta ascoltando i numeri molto più che incoraggianti forniti ieri pomeriggio da Antonio Lampis, direttore generale Musei del Mibac, tra i relatori della terza edizione del ciclo di incontri “Appuntamenti con l’Ingegno”, organizzato dalla Luiss e quest’anno focalizzato sull’arte italiana.

Contaminazione, interdisciplinarietà, capacità di visione, e poi cultura e arte per ripensare il modo di fare impresa ma anche la necessità di avere un approccio manageriale nelle istituzioni culturali sono alcuni dei concetti che hanno animato l’incontro a cui hanno partecipato direttori di grandi musei (come Daniela Porro, direttrice Museo Nazionale Romano, e Giovanna Melandri, presidente Fondazione Maxxi), imprenditori (come Francesco Casoli, presidente Gruppo Elica) ed esperti del settore in un confronto vivace, volto a riallacciare le esperienze passate con quelle del presente.

“Anche il numero dei visitatori, in crescita dal 2015, nel 2018 è cresciuto di un ulteriore 5%. E ci sono 30 mila persone che lavorano per i musei e dentro i musei, ma in quest’ottica i posti di lavoro possono diventare 200 mila – ha proseguito Lampis – i musei sono un punto di riferimento per quelle aree in cui non c’è sviluppo turistico di massa: hanno ruolo di welfare, sono servizio pubblico essenziale, hanno importanza sociale ed economica, anche per colmare la frattura tra metropoli e aree disagiate”.

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