mercoledì, 17 luglio 2019

Le Colline del Prosecco patrimonio Unesco: sono 55esimo sito italiano

Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene entrano, con l’iscrizione di Patrimonio dell’Umanità, nella famiglia blasonata dell’Unesco. Una data storica per la Marca Trevigiana. Deus ex machina Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, che aveva ‘lanciato’ il sogno già quand’era ministro dell’Agricoltura e che ora ha visto concretizzarsi a Baku, in Azerbaijaan.

Le Colline diventano così il 55esimo sito italiano (ora il Bel Paese ne ha il maggior numero), l’8 nel Veneto, il decimo al mondo iscritto alla categoria di “paesaggio culturale” e si aggiunge agli altri 1.092 località del pianeta.

“Ci avevamo creduto sin dall’inizio, 10 anni fa, quando demmo avvio al percorso per candidare questa porzione così unica e particolare del territorio veneto a patrimonio dell’umanità” ribadisce Zaia, fiero del doppio ‘colpo’ in poche settimane nel suo anno d’oro di presidenza che l’ha visto traghettare, nei giorni scorsi, l’accoppiata Milano-Cortina alla vittoria nelle candidature per le Olimpiadi del 2026.

Soddisfazione dal ministro delle Politiche agricole e del turismo Gian Marco Centinaio: “è una giornata storica per il Veneto e l’Italia intera. Si tratta di un grande riconoscimento che valorizza le straordinarie qualità sceniche e le tradizioni di un paesaggio culturale unico di eccezionale valore mondiale. Una terra dalla quale nascono i frutti che danno vita a uno dei prodotti che più caratterizza l’eccellenza del nostro made in Italy. Questo risultato arricchisce l’insieme dei siti e beni italiani presenti nella prestigiosa lista UNESCO e conferma, ancora una volta, la grande attenzione mondiale nei confronti del patrimonio naturale e culturale del nostro Paese”.

Un altro obiettivo centrato” annuisce il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli: “questo governo sta lavorando non soltanto per confermare annualmente la presenza dei nostri luoghi e delle nostre attività culturali nella World Heritage list, ma per far sì che le tantissime altre unicità del nostro Paese possano presto entrarne a far parte”.

L’ Italia può contare su molti “tesori” già iscritti nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. L’elenco tricolore comprende l’Opera dei pupi (iscritta nel 2008), il Canto a tenore (2008), la Dieta mediterranea (2010) l’Arte del violino a Cremona (2012), le macchine a spalla per la processione (2013) e la vite ad alberello di Pantelleria (2014), l”arte dei pizzaiuoli napoletani (2017), la Falconeria, iniziativa cui l’Italia partecipa assieme ad altri 17 Paesi e dal novembre 2018 l'”Arte dei muretti a secco” sulla base della candidatura avanzata dall’Italia con Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera.

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