domenica, 8 dicembre 2019

Alitalia: ora da affrontare c’è nodo esuberi e intesa su management

È dunque fissato al 15 settembre la deadline per il primo step cui è chiamata la cordata composta da Fs, Delta, Atlantia e Tesoro per la nuova Alitalia. Due mesi per confezionare il piano industriale e presentare l’offerta vincolante che vedrà i partner impegnati a trovare una sintesi delle diverse idee sul rilancio della compagnia. Con l’occhio vigile del Governo, che torna a ripetere l’esigenza di limitare al massimo i tagli all’occupazione. Ma tra gli addetti ai lavori circolano già calcoli sui possibili esuberi, che potrebbero anche superare quota 2.000. Segue a distanza l’intera operazione Bruxelles, ricordando che l’indagine sul prestito ponte “è ancora in corso e non è ancora possibile prevederne l’esito”.

Sul tavolo di lavoro per il piano, che partirà a breve con una serie di incontri tra i partner, c’è già la bozza messa a punto in questi mesi da Fs e Delta e che ora, dopo l’ingresso di Atlantia nella cordata, è destinata ad alcuni aggiustamenti di rotta, tra cui una spinta ai ricavi e al traffico sul lungo raggio e l’aggiunta di misure per migliorare i ‘servizi a terra’ seguendo il modello Fiumicino. Potrebbe subire modifiche anche il capitolo ‘flotta’: l’attuale bozza prevedrebbe la messa a terra di 18 aerei, ma la conseguente riduzione dei movimenti a Fiumicino, gestito da Aeroporti di Roma, potrebbe non essere gradita ad Atlantia.

E se sul tema delle quote azionarie ci sarebbe già un’intesa di massima (Fs con il 35%, Tesoro al 15%, Delta al 10-15% – la società avrebbe indicato un investimento massimo di 100 milioni – e Atlantia al 35-40%), i partner dovranno trovare la quadra anche sul management: la caccia ai nomi sarebbe già partita e tra i papabili figurerebbero il commissario Stefano Paleari, l’ex ad di Meridiana Roberto Scaramella, l’ad di Adr Stefano De Carolis e anche l’ex commissario e attuale ad di Tim Luigi Gubitosi.

Atlantia intanto supera l’esame di S&P: la possibile partecipazione in Alitalia non ha immediate implicazioni per il rating, assicura l’agenzia, rilevando tuttavia incertezze sulla potenziale rinegoziazione o revoca della concessione per Aspi.

 

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