Alitalia, il tempo stringe mentre la Corte Conti avverte FS

Manca solo una settimana per la scadenza del salvataggio di Alitalia. Ma sul candidato per rilevare il 40% che servirebbe per chiudere con la cordata Fs-Delta-Tesoro pende ancora un grosso punto interrogativo, e ora entra in partita la Corte dei Conti che avverte Ferrovie: valuti bene la “sostenibilità” dell’operazione.

Il soggetto che ha presentato la manifestazione d’interesse più sostenibile resta la possibile cordata fra Fs, con un 30% circa, Delta, con un 10-15%, e il Tesoro che metterebbe un ulteriore 15%. In totale fa circa un 60% del capitale della nuova Alitalia che dovrebbe uscire dalla nuova operazione di salvataggio. Manca circa un 40%. E se uno dei partner industriali credibili potrebbe essere Atlantia, la vicenda del Ponte Morandi e la relazione del Mit sulle responsabilità del gestore della concessione continua a pesare come una spada di Damocle sull’eventuale partecipazione del gruppo.

Intanto un altro fronte lo aprono i magistrati contabili:la Corte dei Conti “rivolge la raccomandazione già formalmente condivisa dal collegio sindacale, di acquisire tutti gli elementi necessari per valutare la fattibilità e sostenibilità della stessa, attivando tutte le iniziative idonee a tutelare l’integrità patrimoniale del gruppo, la continuità e lo sviluppo aziendale”.

Un richiamo che guarda, in particolare, al rischio che Fs possa dover subentrare nell’obbligo di restituzione dei due prestiti da 900 milioni di euro totali. Un nodo di “cruciale importanza per il Gruppo FS, per evitare il rischio, in caso di acquisto dei complessi aziendali di Alitalia, di subentrare nell’obbligo di restituzione”.

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