easyJet fuori dalla trattativa Alitalia. La preoccupazione dei sindacati

easyJet è ufficialmente fuori dalla trattativa per Alitalia. A confermarlo, dopo giorni di indiscrezioni, la stessa low cost inglese, che però assicura che continuerà ad investire in Italia.

A creare malumori, anche nel Governo, il piano della compagnia britannica di fare una sorta di spezzatino per appropriarsi delle tratte a corto raggio da Linate. Di qui la decisione: “A seguito delle conversazioni con Fs e Delta per la creazione di un consorzio che valutasse le opzioni per le future operazioni di Alitalia, easyJet ha deciso di ritirarsi dal processo”. La low cost conferma comunque il proprio “impegno per l’Italia quale mercato chiave della compagnia, dove attualmente trasporta 18,5 milioni di passeggeri ogni anno, impiegando 1400 piloti e assistenti di volo con contratti di lavoro italiani”. “Continueremo – assicura la low cost – a investire nelle tre basi di Milano, Napoli e Venezia come fatto negli ultimi anni, aggiungendo rotte e capacità”.

In campo insieme a Ferrovie dello Stato Italiane resta dunque solo l’americana Delta che, alla luce degli ultimi sviluppi, conferma il proprio impegno nero su bianco in una nota.

Per chiudere la partita ora sarà certamente necessario trovare altri soci. E mentre cresce la preoccupazione dei sindacati, il ministro dei trasporti Danilo Toninelli, che però non ha in mano il dossier, assicura che siamo in dirittura d’arrivo e a fine marzo arriveranno “notizie risolutive”. Fs punterebbe però a prendersi qualche settimana in più per arrivare col piano pronto entro Pasqua. Uno scenario che potrebbe far tornare in partita anche Lufthansa.

Intanto cresce la preoccupazione dei sindacati, che chiedono urgentemente la convocazione al ministro dello sviluppo Luigi Di Maio di un tavolo permanente al Mise per avere informazioni dirette sul piano, e ricordano lo sciopero di tutto il settore in programma il 25. Sul piede di guerra l’Associazione nazionale dei piloti, che conferma un pacchetto di 72 ore di sciopero. Intanto prosegue il confronto sulla nuova proroga della cigs (di altri sei mesi, dal 24 marzo  al 23 settembre per 1.010 lavoratori) chiesta dai commissari: l’incontro tra azienda e sindacati al Ministero del lavoro si è concluso con un nulla di fatto e le parti torneranno al Ministero venerdì 22, ultimo giorno utile per raggiungere un accordo.

 

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