Di Maio su Alitalia: soluzione entro marzo ma Stato non sarà dirigista 

Cauto ottimismo da parte del governo sul futuro di Alitalia. Sulle trattative attualmente in corso con Fs, ma anche con Delta e EasyJet, il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio si aspetta infatti una conclusione “positiva” entro il 31 marzo. Mentre sul lato “pubblico” della questione, e quindi sull’eventuale presenza diretta dello Stato nel capitale della nuova Alitalia, Di Maio assicura: “non dovrà avere alcuna connotazione dirigistica, ma sarà solamente a garanzia della serietà e del buon esito dell’operazione”, con l’obiettivo di salvaguardare la società e i livelli occupazionali.

L’intenzione manifestata dal governo e ribadita ieri in parlamento dal vicepremier è infatti quella di realizzare “non un mero salvataggio” ma una vera e propria operazione di mercato “solida e profittevole da un punto di vista industriale e a medio-lungo termine”. Ecco anche perché il progetto elaborato dal governo per il futuro della compagnia aerea viene definito, sempre da Di Maio, “lungimirante, ambizioso, a lungo termine e soprattutto definitivo”.

Dichiarazioni che sembrano andare in tutt’altra direzione rispetto ai dubbi manifestati oggi dal Financial Times. In un’analisi dedicata dal giornale al futuro della compagnia, infatti, si prefigurava per Alitalia “una dura salita con la fusione con Ferrovie dello Stato”, mentre l’intera operazione veniva definita come “una delle più strane strategie industriali d’Europa”.

La giornata di ieri è stata anche caratterizzata da un paio di incontri, in cui non è stata però presa nessuna decisione. Il primo, di livello puramente tecnico e non politico, ha riguardato solo degli aggiornamenti sul dossier. Al secondo, incentrato invece sul rinnovo della Cigs (dal prossimo 24 marzo per ulteriori sei mesi), hanno partecipato anche i sindacati di categoria, i quali hanno unanimemente apprezzato il clima di dialogo instaurato e la sensibilità del Governo. Sullo stesso tema, si terranno delle altre riunioni, prima in azienda e poi il 18 marzo di nuovo al Ministero.

 

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