lunedì, 22 aprile 2019

Centinaio dice no a tasse su turismo. Le Cinque Terre e Roma prendono le distanze

“Il numero chiuso alle Cinque Terre probabilmente è una soluzione ma non sono d’accordo con chi dice ‘mettiamo una tassa’. Abbiamo messo la tassa di soggiorno, sulle piccole isole la tassa sbarco e la tassa d’ingresso. La Raggi fa pagare i pullman che entrano a Roma 10 volte di più che a Parigi.  Quando la gente dirà ‘perché devo pagare tutte queste tasse? Vado da un’altra parte’ non ci potremo lamentare”. Lo ha detto il ministro al turismo Gian Marco Centinaio in visita in Liguria. “Se dobbiamo mettere un limite perché ci sono luoghi da preservare ok, sediamoci al tavolo – ha aggiuntto -. Ma se queste cose devono servire per spillare ulteriori soldi ai turisti continuerò a dire di no”.

Immediata la reazione del capogruppo del M5S in Campidoglio Giuliano Pacetti: “Come era bella Roma – ha ricordato – con i torpedoni che arrivavano sotto il Colosseo, con i gas di scarico che si sprigionavano dai motori accesi per ore a rinfrescare con l’aria condizionata l’attesa di autisti e turisti. Che bello che era il centro storico invaso dai pullman, con il melodioso suono dei clacson a sottolineare la gioia degli automobilisti imbottigliati nel traffico del parcheggio selvaggio dei bus turistici. Sembra rimpiangere questo il ministro Centinaio quando parla dei pullman nella Capitale, il cui centro storico grazie al nostro regolamento è off limits per i bus turistici. Prima pagavano una cifra ridicola per arrivare alle pendici dei monumenti. Ora a loro disposizione c’è un numero maggiore di stalli, tutti a ridosso del centro storico. I romani attendevano da anni questo provvedimento e il turismo non è crollato, lo dicono i dati. Lo invitiamo a farsi un giro e verificare con i suoi occhi se è il caso di lasciarsi trasportare dalla nostalgia oppure apprezzare gli effetti di un turismo di qualità”.

E le dichiarazioni di Centinaio non sono state condivise neppure dal sindaco di Riomaggiore Fabrizia Pecunia (Pd): “evidentemente il ministro non conosce la realtà delle Cinque Terre. Da un anno chiediamo la convocazione del tavolo con il ministero per la gestione dei flussi turistici e per la sicurezza. Siamo ancora in attesa. Il numero chiuso – spiega – non lo vuole nessuno sul territorio ed è difficilmente applicabile. Abbiamo difficoltà anche a impedire ai turisti di raggiungerci con le allerta meteo”. L’idea di applicare una tassa di sbarco alle Cinque Terre proprio come accade a Venezia, o su alcune isole, era stata avanzata proprio dal sindaco di Riomaggiore. Un modo, aveva detto la prima cittadina, per reperire nuove risorse dal turismo mordi e fuggi. “La tassa di sbarco – ha sottolineato Pecunia – sarebbe sostitutiva alla tassa di soggiorno. In questo modo si tasserebbe chiunque passa sul territorio, senza creare uno svantaggio a chi invece decide di soggiornarvi”.    Favorevole all’idea il sindaco di Vernazza, e presidente del Parco facente funzione, Vincenzo Resasco. Dubbi invece espressi dal sindaco di Monterosso Emanuele Moggia, che è favorevole comunque a una gestione dei flussi.

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