mercoledì, 21 agosto 2019

Incidente Msc a Venezia: ora la battaglia è tutta sul lato politico-tecnico

L’incidente nautico di domenica scorsa nel canale della Giudecca apre un nuovo fronte nelle tensioni tra Lega e Cinquestelle, con al centro i tempi della soluzione per l’allontanamento delle grandi navi da crociera dal centro storico di Venezia.

Mentre sul fronte giudiziario si è in attesa di realizzare la consulenza come atto irripetibile sui meccanismi di movimento della nave, e la Procura procede per “pericolo di naufragio colposo”, la battaglia si sposta sul lato politico-tecnico. Da una parte Carroccio e amministratori locali, che chiedono di accelerare sull’unica soluzione individuata nell’ultimo Comitatone del novembre 2017, cioè il percorso Malamocco-Canale Petroli-Vittorio Emanuele. Un’istanza emersa anche dal Comitato straordinario per l’ordine pubblico di domenica sera.

Dall’altra c’è la resistenza del ministro Danilo Toninelli, per il quale non esiste sul tavolo alcuna soluzione con progetto di fattibilità, ma tre opzioni su cui “faremo una consultazione pubblica e toglieremo le mega navi da crociera della Giudecca”, ha affermato in un’intervista radiofonica. Dubbi anche sull’indicazione di Marghera come terminal per le “supernavi”: “Immaginate una nave da crociera e una petroliera in un unico canale. Io non sto tranquillo”, ha sottolineato il ministro.

“Il sinistro causato lo scorso 2 giugno dalla nave da crociera Msc Opera – si sottolinea in una nota del Mit – ha evidenziato ancora una volta la particolare vulnerabilità della Laguna di Venezia ai rischi connessi al traffico marittimo delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori a 40.000 tonnellate di stazza lorda, con particolare riferimento al transito delle stesse nel Canale di San Marco e nel Canale della Giudecca. Il Ministero delle infrastrutture e trasporti ha intrapreso le occorrenti iniziative finalizzate ad individuare idoneo sito per la realizzazione del nuovo terminal crocieristico. L’iter tecnico-amministrativo occorrente per vagliare le ipotesi progettuali di delocalizzazione del traffico crocieristico, così come quello volto a rendere immediatamente praticabili vie di navigazione alternative al transito delle “Grandi Navi” nel Canale di San Marco e nel Canale della Giudecca, comportano tuttavia tempistiche senz’altro incompatibili con l’urgente necessità di mitigare ulteriormente i rischi connessi al transito delle citate unità navali”. La nota del ministero è stata inviata al Provveditore interregionale alle opere pubbliche per il Veneto, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia, alla Capitaneria di porto di Venezia e all’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico settentrionale.

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