martedì, 15 ottobre 2019

Msc Opera torna a Venezia mentre continua il dibattito sulle grandi navi in laguna

A due settimane esatte dall’incidente nel canale della Giudecca, la nave da crociera Msc Opera ieri mattina, domenica 16 giugno, è tornata a solcare la laguna di Venezia, passando davanti a San Marco, per imbarcare alla Stazione Marittima un nuovo ‘carico’ di turisti. Proprio il 2 giugno scorso a causa di una avaria era finita contro la banchina di una riva, distruggendo l’antica pietra d’Istria della pavimentazione, e sbattendo contro un’altra imbarcazione più piccola adibita al trasporto fluviale.

Neppure la grande manifestazione di otto giorni fa con il fragoroso ‘no’ di migliaia di persone dei comitati che si oppongono al passaggio dei ‘grattacieli del mare’ in centro storico ha sortito un qualche effetto.

Dopo il dissequestro dell’imbarcazione avvenuto nei giorni scorsi, la nave ha ripreso la normale programmazione crocieristica settimanale nel Mediterraneo orientale. In linea con le nuove regole imposte dalla Capitaneria di Porto a seguito dell’incidente, sono ora tre i rimorchiatori destinati a trainare le imbarcazioni di maggior stazza – a cui è stata peraltro imposta una velocità di navigazione ancora più bassa – nel tragitto dal Lido alla Stazione Marittima.

Nel frattempo a Venezia continua il dibattito sulle ipotesi messe in campo dal ministro dei trasporti Danilo Toninelli dopo la sua visita in città per valutare il modo migliore per risolvere il nodo sempre più intricato della presenza delle Grandi Navi in città. Toninelli ha bocciato seccamente l’idea, vista invece con favore dal sindaco Luigi Brugnaro e dal governatore Luca Zaia, di scavare e allargare il canale Vittorio Emanuele, preferendo l’ipotesi di San Nicolò o di Chioggia. Senza escludere di indire un referendum per conoscere l’opinione dei cittadini e preannunciando, senza fornire particolari, una soluzione temporanea al problema.

Sulla questione è intervenuto anche il ministro del Turismo, Gian Marco Centinaio che si è detto favorevole alla proposta avanzata dal Comitatone. “L’idea che ho – ha spiegato – è però quella che non possiamo pensare di far sbarcare i turisti troppo lontano, anche perché sappiamo tutti benissimo che l’accesso all’Adriatico da parte delle navi da crociera c’è solo ed esclusivamente perché si viene a Venezia. Se noi dovessimo togliere Venezia dalle destinazioni delle navi da crociera, vorrebbe dire togliere la destinazione Adriatico e quindi mi piacerebbe capire dal mio amico Luca Zaia cosa ne pensa nel momento in cui non dovessero sbarcare più i crocieristi nella regione Veneto. Sposo quindi assolutamente – ha concluso Centinaio – il progetto Vittorio Emanuele III: è la proposta che avevamo fatto anche noi”.

 

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