Palmucci non vuole perdere tempo: piano triennale Enit in 15 giorni

“Basta attese, l’Enit può diventare davvero il fiore all’occhiello del ministero del turismo e della promozione turistica dell’Italia nel mondo. Il cda è stato completato ed è stato convocato la settimana prossima in modo che si insedi e possa iniziare a lavorare rapidamente per predisporre il piano triennale entro i prossimi 15 giorni. Non vogliamo perdere tempo, in modo da partire con le azioni”. Non ha dubbi il neo presidente dell’Enit Giorgio Palmucci, da 30 anni nel settore e ex presidente di Confindustria Alberghi, che fa la sua prima uscita ufficiale pubblica dopo la nomina proprio in casa della “concorrenza”, ovvero all’assemblea generale di Federalberghi a Capri.

“Non lo invidio ma gli faccio gli auguri di cuore di buon lavoro” lo saluta il presidente Bernabò Bocca durante la sua relazione.

“Noi come Enit – dice Palmucci – siamo il braccio del ministero del turismo e il nostro compito è, tenendo conto le strategie definite dal Mipaaft, di portarle avanti sotto il profilo della promozione del nostro Paese all’estero facendo da collante e lavorando insieme alle Regioni perché il Titolo V dà alle Regioni la delega sul turismo ma è estremamente importante lavorare insieme. E sono ottimista perché ritengo che anche le Regioni abbiano la volontà di portare nuovi turisti in Italia e di fidelizzarli. Alcuni target e obiettivi sono stati fissati anche in funzione del passaggio del Turismo all’Agricoltura, ed è importante che vengano a scoprire il nostro Made in Italy, che non è solo l’alimentare ma anche il design e la moda”.

“Il nostro obiettivo – sottolinea – è lavorare definendo quali sono i paesi strategici di provenienza dei turisti, sapendo che ci sono dei mercati maturi, il 30% dei turisti stranieri sono tedeschi e bisogna riuscire a portarli a scoprire altre cose, non solo le città d’arte e il turismo del mare (che già conoscono bene). Poi bisogna andare in altri paesi emergenti dove c’è un potenziale di crescita enorme, l’anno prossimo sarà l’anno del Turismo Italia-Cina, poi i paesi del Golfo Persico, l’India, il Sudamerica. È importante considerare poi anche il ‘turismo di ritorno’ da paesi come il Brasile e l’Argentina dove il numero di cittadini di origine italiana è enorme, corrisponde quasi al numero degli italiani. Bisogna fare in modo che ci sia una promozione che permetta di scoprire il nostro Paese senza rovinarlo, bisogna fare attenzione all’overtourism”.

A Capri tra gli ospiti c’era anche Flavio Briatore, che ha accusato l’Italia di bistrattare il turismo di lusso. “L’Italia – dice Palmucci – deve essere in grado di accogliere i turisti, non soltanto di elite, ma non si deve guardare al turista altospendente come a un turista negativo perché effettivamente nel recente passato è stato fatto così, in alcuni casi. Penso alla manovra Monti sugli yacht: semplicemente hanno portato questi turisti ad andare in Corsica o in Grecia”.

Se l’Italia ha un vantaggio senza dubbio nella qualità e nella facilità dell’accoglienza, Palmucci ammonisce: “E’ necessario che questo sia unito alla formazione professionale e soprattutto alla conoscenza delle lingue che è essenziale. Non si può pensare che cinesi e giapponesi debbano per forza parlare l’italiano o l’inglese. Se li vuoi accogliere devi parlare tu la loro”.

 

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