venerdì, 18 ottobre 2019

Sri Lanka, italiani rientrati a Fiumicino: paese pacifico, attacco inatteso

Arrivano ancora scossi per le tante ore di paura vissute in quella che doveva essere solo una vacanza. Ma anche sollevati di essere tornati a casa. Sono i turisti italiani che si trovavano in Sri Lanka a Pasqua, il giorno del massacro nelle chiese e negli hotel. “All’improvviso è scoppiato l’inferno. Nessuno se lo aspettava: né gli abitanti del posto, davvero pacifici, né tantomeno noi costretti poi ad interrompere il viaggio in anticipo”, riferisce un gruppo di italiani arrivati all’aeroporto di Roma Fiumicino, via Doha, da Colombo.

“Eravamo in albergo a Negombo, città a maggioranza cristiana distante una quarantina di chilometri da Colombo e a circa 4 chilometri da San Sebastiano, una delle chiese oggetto degli attacchi esplosivi compiuti contro chiese e hotel del Paese. Sul momento – racconta Nunzia Simoncini, di Roma, sbarcata all’aeroporto di Fiumicino in compagnia della nipote Michela – non avevamo capito cosa fosse accaduto. Lo abbiamo capito solo in un secondo momento seguendo i notiziari della Cnn e navigando in internet. Subito dopo, ci è stato quindi ordinato di non uscire assolutamente dall’hotel dove, per questo, siamo rimaste chiuse per due giorni”. La donna conferma poi che “a causa del coprifuoco, sono state interrotte tutte le linee di comunicazione messaggistica, come, ad esempio, Facebook”.

I turisti che sono riusciti a lasciare lo Sri Lanka e sono rientrati in Italia parlano di un Paese preda ad uno stato di confusione e agitazione. Alcuni avrebbero dovuto prolungare ancora di qualche giorno la vacanza, considerati anche i ‘ponti’ con le festività italiane. Ma “visto quanto accaduto, abbiamo anticipato il rientro e, per farlo, abbiamo dovuto lasciare l’albergo alle 10 di sera con il volo fissato alle 4 del mattino del giorno successivo. Lungo il tragitto compiuto in auto dall’hotel all’aeroporto – riferiscono –  abbiamo visto molti posti di blocco. Poteva viaggiare solo chi aveva passaporti e biglietto aereo. Insomma, chiunque avesse un buon motivo per circolare. Arrivando in aeroporto, abbiamo trovato una lunga fila d’auto all’esterno per via dei controlli di sicurezza”. Per questo i turisti hanno dovuto anche sostare chiusi nelle auto con le quali erano riusciti a raggiungere l’aeroporto di Colombo. Poi l’ingresso nella hall partenze e l’imbarco verso casa: “Solo quello è stato il momento in cui abbiamo tirato un sospiro di sollievo”.

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