Tariffe voli, per vettori nessun obbligo di indicare prezzi solo in euro

I giudici della Corte di giustizia europea hanno stabilito che le compagnie aeree potranno esprimere il costo dei biglietti sui loro siti nella valuta del paese di decollo o atterraggio, se questa è diversa dall’euro. É quanto è stato deciso dopo che un cittadino tedesco ha accusato la compagnia aerea Germanwings di pratica sleale per aver espresso il prezzo di un volo Londra-Stoccarda in sterline anziché in euro.

Dopo la denuncia, l’associazione dei consumatori del Land BadenWürttemberg ha interpellato i giudici tedeschi al fine di imporre alla compagnia aerea di cessare tale pratica. La Corte federale tedesca, però, ha poi richiesto il parere della Corte europea che ha stabilito che il “regolamento conferisce ai vettori aerei la facoltà di indicare le tariffe aeree passeggeri per i servizi aerei intracomunitari ‘in euro o in valuta locale’.

Non c’è nessun obbligo, dunque, da parte dei vettori aerei di indicare il prezzo nella valuta corrente in uso nel Paese di prenotazione dell’utente. Inoltre, secondo i giudici europei, la possibilità di esprimere le tariffe in una valuta locale, nel caso di voli intracomunitari permetterebbe una maggiore comparabilità dei prezzi.

La Corte precisa che se le compagnie non esprimono le tariffe in euro, sono tenute a scegliere una valuta obiettivamente collegata con il servizio proposto, ovvero quella in corso nello Stato di partenza o di arrivo.

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