martedì, 15 ottobre 2019

Trasporto aereo in crescita, ma Italia perde compagnie conquistata da stranieri          

Nei prossimi anni la domanda mondiale di piloti è destinata a crescere ancora. Si stima che tra il 2015 e il 2034 serviranno nel mondo ben 558.000 comandanti e primi ufficiali per quel che riguarda i velivoli commerciali, dei quali ben 226.000 nel solo mercato asiatico. Se nel 2015 si contavano 17.354 aerei commerciali in servizio, nel 2034 diverranno 35.749. Insomma, per il settore del trasporto aereo viene prospettata una domanda con una crescita media del 5% su base mondiale per i prossimi 20 anni anche se in Italia il settore resta “strutturalmente in crisi”.  Ad evidenziare questa contraddizione è uno studio diffuso dalla neonata Associazione Nazionale Piloti e realizzato da David Jarach, membro del Comitato strategico dell’associazione.

In particolare, nel 2017 si contano 7 compagnie con licenza italiana e 2 aerolinee all cargo. A partire dalla deregulation dell’industria ad oggi sono uscite dal mercato 16 compagnie passeggeri e 2 cargo con licenza italiana. “Lo spazio di mercato lasciato è stato esclusivamente conquistato da vettori stranieri, in netta prevalenza low cost, nel disinteresse o in certi casi addirittura con il supporto interessato in chiave elettorale da parte di policy maker”, evidenzia lo studio.

L’analisi individua tra le motivazioni alla base della “ultradeficitaria performance” delle aerolinee italiane: l’alta velocità ferroviaria ha creato un “effetto cannibalizzante sulla qualità della domanda di trasporto aereo”; le ristrutturazioni nel principale vettore nazionale Alitalia hanno visto ridursi il suo perimetro d’offerta di capacità; la competizione sul taglio del prezzo attuata dai vettori low cost ha reso il mercato italiano ad “elevatissima elasticità al prezzo e a bassissima redditività per un’aerolinea”. Tutto questo è avvenuto con la “colpevole latitanza del regolatore”.

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