TripAdvisor e le recensioni a pagamento

Un’altra ombra su TripAdvisor. Un’inchiesta di Ilfattoquotidiano.it ha dimostrato quanto sia ormai diffusa la moda di commissionare recensioni a pagamento a utenti del web che finiscono poi su TripAdvisor. Basta cercare su Google per verificare da soli che esistono siti e organizzazioni che pubblicano il costo di un pacchetto di recensioni positive pubblicate su TripAdvisor.

Secondo Ilfattoquotidiano.it. sui portali di annunci (Bakeka e simili) non è raro imbattersi in selezioni di “collaboratori” a cui assegnare “microlavori di inserimento testi su alcuni portali internet”. Annunci allettanti, che promettono qualche spicciolo in cambio di poco lavoro.

Ma in rete si trova anche il sito www.recensionitripadvisor.it che pubblica anche un tariffario: “50 euro per due recensioni positive in una settimana, 550 euro per 30 recensioni in 90 giorni”. Il business è rivolto a ristoratori e albergatori che vogliono migliorare la loro reputazione, magari per scalzare il diretto concorrente in classifica e arrivare davanti a lui nelle ricerche degli utenti. I gestori di questo servizio, che si dichiarano estranei a TripAdvisor (pur richiamando la società nel nome e nella grafica), spiegano così la propria attività: “Il nostro strumento di marketing per TripAdvisor è efficace ed stato progettato per migliorare rapidamente il modo con cui operate in TripAdvisor con la vostra azienda. Come risultato riceverete un significativo aumento di recensioni TripAdvisor positive”.  

Dal canto suo, Tripadvisor assicura la sua estraneità alla vicenda. “Qualunque tentativo di manipolare le classifiche su TripAdvisor attraverso l’uso di recensioni false è totalmente contro le nostre linee guida – ha spiegato la portavoce dell’azienda Valentina Quattro -. Non collaboriamo con compagnie o individui che offrono questi servizi e non li supportiamo in alcun modo. Riteniamo che compagnie di questo genere possano nuocere all’intera industria del turismo rispetto all’opinione dei consumatori e che potrebbero scorrettamente impattare su milioni di business onesti e legittimi nel mondo”.

Inoltre, Tripadvisor avrebbe anche messo in campo un team di investigazione che utilizza tecniche simili a quelle adottate dalle banche e dalle carte di credito per bloccare le frodi in tutto il mondo: “Adottiamo misure severe per penalizzare chi utilizza i servizi che ingannano i viaggiatori e facciamo sì che tutti siano a conoscenza della nostra posizione intransigente rispetto a questo malcostume”. Ma il business delle recensioni a pagamento continua…

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