sabato, 23 febbraio 2019

Turismo religioso, e ora l’Italia pensa a un cammino come Santiago

“Gli itinerari religiosi possono portare posti di lavoro e occupazione in zone a rischio di spopolamento. Per questo dobbiamo impegnarci per inventare nuove vie di sostenibilità economica e incentivare le offerte per chi sceglie questo tipo di turismo che può diventare un’importante occasione di sostegno economico per le economie locali”. La pensa così la senatrice Mara Valdinosi della Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato, a margine del workshop di presentazione “Antiche e nuove vie di pellegrinaggio: cammini e percorsi religiosi in Italia”, che si è svolto nell’ambito della terza edizione della Borsa Internazionale del Turismo Religioso (BTRI) in corso a Roma.

Per Dorina Bianchi, sottosegretario al Turismo, anche lei intervenuta alla BTRI, “il turismo religioso diversifica e destagionalizza l’offerta e ha un potenziale da sviluppare: sono oltre 300-330 milioni i turisti religiosi nel mondo, con un giro di affari stimato in oltre 18 miliardi di dollari, di cui circa 5 riguardano l’Italia. Il trend è in crescita. Il nostro obiettivo è investire in un’offerta ancora più ricca di valore culturale, ricettivo e ambientale per avere anche in Italia un’organizzazione come quella del Cammino di Santiago da Compostela con i suoi 280mila pellegrini l’anno”.

“L’Italia – ha aggiunto – è una delle destinazioni principali dei flussi turistici religiosi mondiali: oltre 5,6 milioni di presenze annue di cui 3,3 milioni di presenze straniere. E l’Emilia Romagna, nota soprattutto per il turismo balneare e per quello congressuale, ha saputo dimostrare, grazie al progetto del turismo esperienziale dei cammini e delle vie di pellegrinaggio dell’Azienda di promozione turistica, di riuscire a diversificare la propria offerta e a destagionalizzare i flussi. Potrà essere, – ha concluso – una best practice da replicare nelle altre regioni italiane”.

 

 

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