Ue, ‘consolati comuni’ per viaggi all’estero più sicuri

L’obiettivo è rafforzare presenza e assistenza diplomatica a basso costo

Ogni anno i cittadini Ue compiono circa 180 milioni di viaggi al di fuori dell’Ue e si prevede che ei prossimi tre anni la metà dei residenti nei Venticinque intende recarsi all’estero. Pertanto, la Commisione Ue ha deciso di rafforzare la protezione diplomatica e consolare degli europei. Anche perché, come sostiene Franco Frattini, responsabile alla giustizia, libertà e sicurezza di Bruxelles, non tutti gli Stati membri dispongono di una rappresentanza permanente in ciascun paese terzo. Anzi – ha precisato – nel mondo ci sono solo tre paesi in cui è possibile trovare un’ambasciata o un consolato di tutti i Venticinque, e cioè in Usa, Cina e Russia. La proposta è quella di istituire “uffici comuni” Ue per razionalizzare i compiti e risparmiare sui costi, in quelle “aree dove non ci sono abbastanza ambasciate o consolati dei paesi membri Ue, e in cui nel contempo ci sia molto turismo, come per esempio i Caraibi, l’Asia o i Balcani occidentali”. Frattini ha anche proposto la semplificazione delle procedure per la concessione di anticipi di denaro agli europei che si trovano improvvisamente in difficoltà mentre sono all’estero. Ma non basta. Bruxelles punta inoltre ad inserire in tutti i passaporti nazionali il testo dell’art. 20 del trattato delle Comunità europee: quello in cui è scritto che i cittadini Ue che viaggiano o vivono in un paese terzo in cui i loro Stati membri di origine non sono presenti, hanno diritto a ricevere protezione diplomatica e consolare dalle autorità di qualunque altro Stato membro, alle stesse condizioni.

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