venerdì, 6 dicembre 2019

Venezia sott’acqua, inondati i Sassi di Matera. Mibact: situazione preoccupante

Il maltempo imperversa in tutta l’Italia, ma da Venezia a Matera le città d’arte sono tra quelle che più contano i danni. L’acqua alta infatti ieri sera a Venezia ha raggiunto i 187 centimetri e ha provocato nuovamente l’allagamento della Basilica di San Marco con conseguenze sui mattoni e sulle colonne dell’edificio e anche ai marmi recentemente sostituiti, tanto che il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha assicurato il finanziamento richiesto dalla Sovrintendenza di Venezia per tutelare la Basilica. Il Mibact “ha attivato l’unità di crisi per la verifica e la messa in sicurezza del patrimonio culturale eventualmente danneggiato dall’eccezionale alta marea che sta colpendo Venezia”, ha comunicato il segretario generale del Mibact, Salvo Nastasi.

E con la nuova ondata di piena che stamattina ha toccato i 160 centimetri proseguono i disagi e si aggravano i danni causati dalla marea record a Venezia. “Abbiamo davanti una devastazione apocalittica e totale, ma non esagero con le parole, l’80% delle città è sott’acqua, danni inimmaginabili, paurosi”, spiega il governatore del Veneto, Luca Zaia.

Oltre ai gravi danni alla Basilica di San Marco, dove tutta la cripta è stata sommersa, l’acqua alta non ha risparmiato neppure il Teatro La Fenice, invadendo le aree di servizio e rendendo inutilizzabile il sistema elettrico e quello anti incendio. Tutto il centro storico, dove – secondo quanto riferito dalla protezione Civile – si sono registrati numerosissimi danni, ha un aspetto spettrale.

“Impossibile al momento quantificare i danni al patrimonio artistico di Venezia e in particolare a San Marco, ma la situazione è estremamente complessa e preoccupante”, ha sottolineato ancora Nastasi che ha aggiunto: “Il ministro Dario Franceschini segue da ieri la situazione passo passo, i soprintendenti sono al lavoro e hanno messo a disposizione tutti i loro restauratori. In attesa delle valutazione stiamo verificando tutti i capitoli di spesa del Mibact per fare il punto sui fondi da destinare al patrimonio artistico veneziano”.

In queste ore ci sono state anche delle vittime, entrambe nell’isola di Pellestrina, dove la situazione è particolarmente critica. La circolazione dei vaporetti è stata limitata agli imbarcaderi principali, mentre sono pochi i passanti, tra cui anche i turisti, che si avventurano tra le calli e i campi tutti ricoperti di acqua. Una sessantina le imbarcazioni danneggiate molto pesantemente, tra le quali alcuni vaporetti. L’amministrazione comunale presenterà richiesta di stato di crisi alla Regione Veneto, ai fini della successiva dichiarazione dello stato di emergenza da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

“Venezia è in ginocchio. La Basilica di San Marco ha subito gravi danni come l’intera città e le isole. C’è bisogno dell’aiuto di tutti per superare queste giornate che ci stanno mettendo a dura prova”, ha scritto su Twitter il sindaco Luigi Briugnaro.

“E’ una devastazione: i danni sono ingentissimi e purtroppo non è finita qui. Stanno continuando le alte maree ed essendo saltati i quadri elettrici gli hotel non hanno nemmeno più le pompe disponibili per far uscire l’acqua”, ha raccontato all’ANSA Claudio Scarpa, direttore dell’Associazione veneziana albergatori. Molte le strutture che si sono trovate in gravi difficoltà la scorsa notte, con il picco di marea di 187 centimetri. “Uno dei nostri associati – ha spiegato Scarpa – aveva dei turisti nelle camere a piano terra che sono letteralmente dovuti fuggire con le loro cose ai piani più alti”.

Disagi forti anche a Matera, capitale della cultura 2019, dove le antiche strade si sono trasformate in torrenti in piena con fango e detriti che non hanno risparmiato il rione dei Sassi. “Anche qui – ha detto Nastasi a Matera per inaugurare la nuova stazione ferroviaria progettata da Stefano Boeri – c’è una situazione di allarme che tocca i beni culturali, in particolare i templi ipogei. E anche qui i nostri soprintendenti e tutti i tecnici sono al lavoro per verificare e poi eventualmente quantificare i danni”. L’attenzione, intanto, è alta per tutto il territorio italiano: “Ho chiesto ai nostri soprintendenti di tutto il territorio italiano di farci un quadro delle loro situazioni. Al momento però non sono state segnalati altri siti in allarme”.

 

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