L’intelligenza artificiale cambia il modo di viaggiare: ecco come

Viaggi sempre più su misura e costruiti in base ai propri gusti e desideri. E’ questo il risultato dell’ingresso dell’Intelligenza Artificiale (IA) nel mondo del turismo.
“Il viaggiatore non ha mai avuto tanti strumenti per informarsi e progressivamente saranno sempre più personalizzati e supersonici da oggi a venire”, ha detto Carlo Antonelli, Ceo di Fiera Milano Media, che ha organizzato un incontro sulla trasformazione digitale nell’ambito del forum Bringing Innovation Travel.

Nella seconda giornata della Bit, l’ evoluzione del digital travel è stata affrontata con un’analisi di Netcomm, il consorzio del commercio digitale italiano. Connettività ovunque ci si trovi, accessibilità, acquisti online, accessibilità sollecitano sempre più il turista a questo nuovo modo di viaggiare.
“È un’era d’oro in assoluto ma lascerà sempre meno spazio all’immaginazione, i viaggi collettivi sopravviveranno ma saranno meno ricercati nella forma in cui li conosciamo – spiega Antonelli – Sta diventando anziana la popolazione dei baby boomer per i quali edonismo e felicità personale sono tutto”.
Abilitati dalla tecnologia i viaggiatori hanno quindi maggiori aspettative, sono curiosi, impazienti, al punto che vogliono essere soddisfatti del loro viaggio prima ancora di partire. Anche se il 55% dei viaggiatori concorda sul fatto di dover controllare troppe fonti di informazione prima di prendere una decisione, la maggior parte è sicura di poter ricevere in ogni momento aiuto e assistenza in tempo reale.
“L’avvento di strumenti come l’intelligenza artificiale rende ancora più specifica e diretta l’informazione – afferma Antonelli – quindi il turista sarà guidato dai dati che lo raggiungeranno”. Tenendolo costantemente informato, accontentandolo nel suo desiderio di personalizzare il viaggio e facendolo sentire anche più coccolato. Inoltre attraverso il meccanismo delle recensioni e degli altri strumenti a disposizione l’offerta individuale potrà essere condivisa e suggerita ad altri. Dall’analisi emerge infatti che il 57% dei viaggiatori statunitensi ritiene già che gli operatori del settore debbano adeguare le proprie informazioni in base alle preferenze personali o ai comportamenti passati di chi ha già fatto quella esperienza. Resta il dubbio di quale sorpresa potrà riservare il viaggio del futuro. “L’emozione vera – dice Antonelli – da questo momento in poi sarà staccare e sparire”.

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