giovedì, 21 marzo 2019

Selfie compagni immancabili nelle vacanze degli italiani

Gli italiani hanno una vera e propria febbre da selfie. Selfie, foto panoramiche, scorci nascosti e mozzafiato compongono la Top 3 dei ricordi da vacanza che gli italiani amano postare sui propri social. I connazionali, infatti, sono i campioni europei dei selfie con il 50% che si mette in posa in spiaggia, con un panorama suggestivo alle spalle o in costume da bagno. Ci superano solo gli spagnoli (60%) che amano i selfie più di noi, mentre chiudono la classifica gli inglesi e i francesi che preferiscono postare le meraviglie dei luoghi che visitano. È quanto emerge da una ricerca lastminute.com condotta tra 6.000 adulti in 5 paesi diversi sulle abitudini di viaggio, fotografie comprese, degli Europei.

1 italiano su 2 è affetto da vera e propria selfie- mania. In Giappone è stato addirittura inventato il selfie-arm, simile al classico bastoncino con l’unica differenza che è a forma di braccio. Basta tenerlo per la mano, romanticamente, per dare l’idea di essere in compagnia di un partner invisibile.

Oltre al tanto amato selfie, tra le fotografie più ricorrenti su Facebook, Twitter e Instagram degli italiani in vacanza, troviamo panorami della destinazione prescelta e scorci nascosti e spettacolari, ma soprattutto mare, le foto di una spiaggia all’alba o al tramonto. Spazio anche al cibo con immagini di piatti succulenti gustati in vacanza.

Inoltre, gli italiani  amano fotografare i propri piedi in ammollo nell’acqua o immersi nella sabbia. Inoltre, il 5% confessa di postare immagini rubate di altri vacanzieri in situazioni imbarazzanti.

Gli italiani sono di certo tra gli europei più attivi sui social quando viaggiano (72%), superati solo dagli spagnoli (75%), ma siamo sorprendentemente tra quelli che usano meno filtri prima di postare le nostre foto. Infatti, sono i tedeschi e gli spagnoli quelli che ammettono di fare maggior uso di filtri per abbellire le proprie immagini da condividere con gli amici ed apparire sempre al meglio. Gli italiani, invece, li usano solo per il 32%.

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