Viaggiare a settembre conviene: risparmio del 10% sull’hotel rispetto ad agosto

Partire a settembre è una scelta sempre più apprezzate anche dai viaggiatori del BelPaese: prezzi più bassi, meno folla e persone del luogo più rilassate sono solo alcune delle ragioni per godersi le belle giornate di fine estate lontano da casa. Momondo ha analizzato i propri dati per scoprire che tipo di vacanza scelgono gli italiani e cosa li spinge a mettersi in viaggio, al fine di ispirare altri viaggiatori a fare altrettanto.

Sebbene gli italiani che scelgono una fuga settembrina all’estero preferiscano l’Europa – 6 mete su 10 sono nel Vecchio Continente – sono disposti a cedere a un viaggio intercontinentale purchè li porti alla scoperta degli USA: infatti, non solo New York domina questa speciale top 10, ma sono ben 3 le destinazioni a stelle e strisce in cima ai desideri dei viaggiatori del Bel Paese, con Miami e Los Angeles rispettivamente in 9° e 10° posizione.

Cala, invece, l’interesse per le mete spagnole: ne rimangono solo due in classifica rispetto allo scorso anno, rispettivamente Barcellona (3°) e Ibiza (8°) con una diminuzione delle ricerche di voli rispetto al 2017 rispettivamente del 6% e 5%, mentre Madrid esce dalla top 10.

I costi rappresentano un elemento chiave per chi sceglie una vacanza fuori stagione. In media, guardando alla classifica delle 10 mete estere più popolari, viaggiare a settembre consente agli italiani di risparmiare quasi il 10% per il soggiorno in hotel rispetto ad agosto, percentuale che cresce ulteriormente se si scelgono Miami e Ibiza, che quest’anno registrano i maggiori cali di prezzo (rispettivamente in media del 33% e del 29%).

Indiscusso l’ascendente della Grande Mela sui viaggiatori tricolore, che sono pronti a sceglierla come meta sebbene a settembre le tariffe alberghiere crescano del 9% rispetto al mese precedente e nonostante – con una media di 199 euro a notte – New York rappresenti la città più cara dove soggiornare tra quelle presenti in classifica. Bangkok si aggiudica, invece, la palma della destinazione più conveniente, con una media di soli 76 euro a notte per il soggiorno in hotel, seguita da Miami (90 euro) e Lisbona (95 euro).

Non sorprende che chi sceglie per settembre una meta oltreoceano si conceda circa 1 settimana di vacanza e pianifichi il viaggio con particolare anticipo (dai 117 giorni per Bangkok ai 142 per Los Angeles). Chi preferisce l’Europa, invece, in media prevede un viaggio di circa quattro notti, fatta eccezione per chi vola a Ibiza, che – forse complici le spettacolari feste per la chiusura della stagione dei rinomati club e discoteche dell’isola – decide di fermarsi per circa sei notti. Inoltre, curioso notare che chi sceglie la movida della splendida isola spagnola in media pianifica il viaggio con minore anticipo rispetto a tutte le altre mete europee in classifica, ovvero ‘solo’ 87 giorni prima della partenza, contro una media di 106 giorni per le altre destinazioni del Vecchio Continente.

Non mancano ovviamente i viaggiatori del Bel Paese che per la loro vacanza a settembre scelgono di rimanere in Italia, che grazie alle sue innumerevoli bellezze ha tanto da offrire, indipendentemente dai singoli gusti e dal tipo di viaggio che si vuole intraprendere. Roma, Milano e Venezia si aggiudicano i primi tre gradini del podio, seguite da diverse città ideali per un break all’insegna della cultura, come Verona (6°), Napoli (7°) e Firenze (8°); ma in questa speciale top 10 non mancano destinazioni ideali per un’ultima vacanza di mare in acque cristalline: Cagliari (4°), Lampedusa (5°), Rimini (9°) e Gallipoli (10°). In termini di costi, è la città romagnola ad aggiudicarsi lo scettro di meta più conveniente per quanto riguarda il soggiorno (in media 87 euro a notte in hotel) a settembre; agli antipodi Cagliari, dove soggiornare costa più del 50% in più – ben 129 euro a notte. Chi sceglie una vacanza al mare in Italia, in media si concede un soggiorno tra le cinque e le sette notti, mentre chi opta per una città d’arte in media si ferma tra le 2 e le 3 notti, fatta eccezione per Firenze e Roma (rispettivamente cinque e quattro).

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